L’impatto della violenza domestica sui bambini

· 11 Dicembre 2018
Siano protagonisti o testimoni delle violenze fisiche o psicologiche, l'impatto della violenza domestica sui bambini è enorme. Fa sì che si sentano indifesi e che credano che questo è il modo di risolvere i problemi della vita.

La violenza domestica o familiare è quell’atto che mette a rischio l’integrità fisica o la salute emotiva o psicologica, tramite percosse o minacce.

Quando il padre picchia la madre, quando uno degli adulti della famiglia picchia i suoi figli o anche se si trattano male gli animali domestici, viene pregiudicata la salute emotiva dei più piccoli. In questo articolo, vi presentiamo qual è l’impatto della violenza domestica sui bambini, un argomento molto serio e di grande importanza.

Qual è l’impatto della violenza domestica sui bambini?

Quei bambini che sono testimoni di violenza tra i genitori sono anche loro vittime, a causa del fatto che vivono in un ambiente in cui le violenze la fanno da padrone. E non parliamo solo di aggressioni fisiche, ma anche emotive e psicologiche, che possono essere persino più pericolose e dannose.

Questo problema colpisce più famiglie di quanto si creda; nella maggior parte dei casi, comprende un padre violento nei confronti della madre e, a volte, anche nei confronti dei figli che si “intromettono” per difenderla. Tuttavia, questo tipo di violenza non presenta differenze tra i sessi, le età e le condizioni sociali.

L’impatto della violenza domestica sui bambini è completo, totale e molto difficile da contrastare. In primo luogo, perché colpisce lo sviluppo evolutivo dei figli a breve, medio e lungo termine.

Può persino dare origine a ritardi nel loro apprendimento. In questo modo, si presentano casi di bambini che si fanno la pipì a letto, che non parlano o che non riescono a concentrarsi a scuola a causa di questo.

Bambina

Come identificare le conseguenze della violenza domestica sui bambini

Gli insegnanti, i familiari e gli amici possono identificare quando succede qualcosa di brutto nella loro famiglia osservando i comportamenti e gli atteggiamenti dei bambini. Oltre ai segnali già indicati, ce ne sono altri: insonnia, enuresi, mancanza di appetito, ansia, stress, depressione, incubi notturni e, ovviamente, aggressività.

È molto probabile che il bambino copi quello che vede ogni giorno e che, quando insorge un qualche problema con un compagno di classe o un vicino, voglia “risolverlo” con colpi e grida. Perché? Perché pensa che questo è il modo giusto, grazie all’esempio che riceve dai genitori ogni giorno.

Quei bambini che vivono in un ambiente in cui la violenza è una cosa normale sono più vulnerabili a soffrire di traumi e problemi emotivi o psicologici rispetto a coloro che hanno a disposizione un ambiente familiare tranquillo.

I bambini sono le “vittime invisibili” della violenza

I nostri piccoli recepiscono tutto quello che vedono, sentono e avvertono intorno a loro. Non è necessario che i genitori li colpiscano o gridano per renderli vittime di quello che succede. Anche quando la violenza è tra gli adulti e fuori dalla vista dei figli, loro ne soffrono le conseguenze.

Questi piccoli accumulano al loro interno sentimenti di angoscia molto forti, i quali si mantengono per anni, e molte volte anche per sempre se non vengono affrontati in tempo. L’impatto della violenza domestica sui bambini può variare a seconda dell’età:

1. Fino ai 3 anni di età

Possono sviluppare disturbi nello sviluppo, non mangiano abbastanza, gridano o si irritano facilmente. Inoltre, provano ansia, tristezza, piangono e si isolano.

“La violenza domestica o familiare è quell’atto che mette a rischio l’integrità fisica o la salute emotiva o psicologica, tramite percosse o minacce.”

2. Tra i 3 e i 7 anni di età

Si sentono colpevoli della situazione e questo li porta a comportarsi diversamente dal solito. Possono esserci delle regressioni nei suoi comportamenti: ad esempio, si succhiano il dito, bagnano il letto o non parlano bene. Inoltre, possono diventare aggressivi, ribelli, distruttivi, ostili e sfidanti.

3. Tra i 7 e i 13 anni di età

Durante questa fase, la bassa autostima si rende manifesta, così come anche i sentimenti di “odio” nei confronti dell’adulto violento. Allo stesso modo, il bambino può mostrarsi irritabile e colpire o gridare ai suoi fratelli minori, compagni di scuola, cugini o vicini. Prova vergogna per ciò a cui deve assistere a casa e, quando gli viene chiesto, nega tutto.

Violenza domestica

4. Tra i 13 e i 18 anni

In piena adolescenza, la principale ripercussione è legata alle sue emozioni e alla formazione della sua personalità. Può avere comportamenti delinquenziali, come ad esempio rubare o fare a pugni per strada, e persino fare uso di droga o bere alcol in modo eccessivo.

Come si può notare da tutto quello che abbiamo evidenziato, l’impatto della violenza domestica sui bambini va oltre a quello che vedono o ascoltano a casa. Questa terribile situazione può modificare il loro modo di risolvere i problemi e di relazionarsi con chi li circonda durante tutta la loro vita.

Patró. (2005). Víctimas de violencia familiar: Consecuencias psicológicas en hijos de mujeres maltratadas. Anales de Psicología. https://doi.org/10.6018/27071

Sala Musach, I., Hernandez Alonso, A. R., Ros Guitart, R., Lorenz Castañe, G., & Parellada Esquius, N. (2010). Violencia doméstica: Preguntar para detectar. Atencion Primaria. https://doi.org/10.1016/j.aprim.2009.04.007