Che cos’è l’utero ostile?

· 28 marzo 2018

Vi è mai capitato di sentir utilizzare l’espressione “utero ostile”? Se la risposta è no, non preoccupatevi: non c’è nulla di strano. Proprio come il termine suggerisce, si tratta di una condizione in cui può trovarsi l’utero femminile.

L’utero ostile è uno dei principali fattori che causano l’infertilità femminile. In questo articolo vi spiegheremo per quale motivo.

Prima di affrontare direttamente l’argomento, ricordiamo che il fatto che la donna si trovi in ovulazione agevola considerevolmente il processo del concepimento, dal momento che, in questo periodo, l’acidità dell’utero diminuisce, facilitando così l’accesso agli spermatozoi.

Inoltre, nell’utero sono presenti delle sostanze chimiche che attraggono gli spermatozoi esattamente in direzione dell’ovulo. Tuttavia, ciò non evita che milioni di loro muoiano entro i primi trenta minuti dopo il loro ingresso nella vagina.

Che cos’è l’utero ostile?

Questo termine è stato coniato per indicare la reazione avversa dell’utero nei confronti del processo di fecondazione. Una donna il cui utero presenti questa condizione è incapace di concepire in modo normale, anche nel caso di una seconda gravidanza. In altre parole, si parla di “ostilità uterina” quando l’ambiente di questa cavità non è favorevole alla vita dello spermatozoo.

Questa condizione si collega ai seguenti aspetti del nostro organismo:

  • La mucosità.
  • L’acidità.
  • La presenza di organismi poco favorevoli al corretto sviluppo del gamete maschile.

Ricordiamo che, affinché la fecondazione possa avvenire in modo efficace, è necessario che si verifichi nelle condizioni adatte. Quando ciò non accade, la causa può risiedere nell’utero ostile. Questa reazione può manifestarsi in maniere differenti.

Ostilità del muco cervicale

Il muco cervicale è una sostanza acquosa che ha lo scopo di aiutare gli spermatozoi ad attraversare le tube di Falloppio fino a raggiungere l’ovulo. Ciononostante, il pH ideale per la sopravvivenza del contenuto spermatico è 7, che nell’utero può essere molto inferiore.

Quando questa mucosità è presente in quantità scarse o è di bassa qualità, può risultare particolarmente dannosa per il processo di fecondazione. Questo è ciò che possiamo definire “ostilità del muco cervicale”.

L'utero ostile impedisce allo spermatozoo di raggiungere l'ovulo

Di per sé, l’ambiente uterino è perennemente ostile, dal momento che qualunque agente esterno che potrebbe introdurvisi è considerato un elemento invasore che costituisce una possibile minaccia.

D’altra parte, il muco cervicale può diventare molto denso, al punto da catturare gli spermatozoi, impedendo il loro passaggio e, quindi, il loro ingresso nell’ovulo. Questa mucosa, quindi, si posiziona nel collo uterino come una sorta di scudo di protezione, rappresentando una delle principali cause di infertilità femminile.

Anche se si tratta di una secrezione poco amichevole per gli invasori, il contributo che porta al processo di fecondazione è fondamentale. Il liquido seminale nel quale viaggiano gli spermatozoi, infatti, li protegge fino a dove è possibile. D’altra parte, non è un fenomeno normale così ostile al punto da impedire del tutto la fecondazione.

Esistono diversi trattamenti che possono risolvere il problema dell'utero ostile

In questo senso, le cause dell’ostilità del muco cervicale possono essere differenti. Tutte, però, conducono alla stessa conseguenza: l’infertilità. Alcuni dei fattori che incidono sulle alterazioni del muco cervicale sono i seguenti:

  • Miomi.
  • Cicatrici o infezioni.
  • Alterazioni ormonali.
  • Malformazioni della cavità uterina.
  • Consumo di farmaci specifici.
  • Presenza di anticorpi antisperma nel muco.

Trattamento per l’utero ostile

Generalmente, è possibile trattare le alterazioni uterine o cervicali che producono l’infertilità femminile e trovare quindi una soluzione. Naturalmente, a seconda della causa che determina il problema. Di solito, i trattamenti raccomandati sono i seguenti:

  • Antibiotico (per via orale).
  • Lavaggi vaginali (nel caso in cui la causa dell’ostilità uterina sia l’acidità).
  • Trattamenti ormonali.
  • Inseminazione artificiale intrauterina (per i casi più complessi).

Esistono diversi tipi di inseminazione artificiale. Ce n’è uno, però, che cerca di evitare che gli spermatozoi vengano distrutti dall’ostilità dell’utero, ed è quello che permette l’inserimento dei gameti direttamente all’interno dell’utero.

L’inseminazione artificiale intrauterina è indicata per quelle donne il cui muco cervicale è ostile e, di conseguenza, impedisce il normale passaggio dei gameti maschili fino all’ovulo. Da parte sua, la fecondazione in vitro rappresenta una raccomandazione un po’ più efficace dell’inseminazione artificiale; prima di cambiare metodo, però, si consiglia di compiere almeno tre tentativi con quest’ultima tecnica.

Anche se attraverso l’inseminazione artificiale intrauterina il problema dell’ostilità dell’utero viene eluso, le alterazioni dell’utero possono continuare a impedire che si verifichi la gravidanza. Per questa ragione è importante sottoporsi a un controllo da parte del nostro medico di fiducia.