Alternative al castigo: ecco quali sono

22 Dicembre 2018
Invece di punire i vostri figli senza ottenere nulla, provate queste alternative al castigo.

Prendere delle decisioni sull’educazione dei figli non è mai un compito facile. Tutto ciò che i genitori fanno e il modo in cui educano i figli si ripercuoterà sulla vita futura dei piccoli. Il castigo e le alternative al castigo non fanno accezioni.  

Siamo sicurissimi che nel tentativo di affrontare ogni situazione critica con vostro figlio non perdiate mai di vista il vostro obiettivo principale. Vale a dire, educarlo a essere un futuro adulto perbene e responsabile.

Tuttavia, quando gli capita di combinare qualche marachella o di fare cose che non deve, una delle prima soluzioni che passano per la testa di noi genitori è castigarlo. 

Alcuni ritengono che il modo migliore di agire dinanzi ai comportamenti sbagliati sia mettere il bambino in punizione, come si faceva una volta.  Tuttavia, esistono delle alternative al castigoE oltre a essere molto più sane, sortiscono anche lo stesso effetto: insegnargli a comportarsi nel modo giusto.

Quali sono le migliori alternative al castigo

Prevenire è meglio che curare

Una delle alternative al castigo è prevenire il comportamento sbagliato del bambino

Se sapete già che vostro figlio al supermercato è incontrollabile, potreste lasciarlo con i nonni quando andate a fare la spesa settimanale. Se invece, non vi rimane altra alternativa che portarlo con voi, è importante che non gli esprimiate pensieri tipo: “Figlio mio, so già come ti comporti ogni volta che veniamo qui”.

È meglio non nominare neanche la faccenda. Magari lui non si comporterà come vi aspettate. Dovete pensare che quando pronunciate frasi come quella precedente, state incasellando vostro figlio.

E non è una cosa sana, perché ogni bambino fa progressi con il passare del tempo. Aspettate di vedere il suo comportamento e solo dopo agite

Leggete una storia

Un ottimo modo per aiutare vostro figlio con delle alternative al castigo è trovare una storia in cui i personaggi hanno un comportamento simile a quello che desiderate cambiare. Potete leggere queste storie a vostro figlio e lasciargli il tempo e il modo di analizzare le conseguenze. 

Chiedete aiuto a vostro figlio

I capricci e un cattivo comportamento del bambino nascono in buona misura dalla sua necessità di attirare l’attenzione dei genitori. Quando voi gli chiedete aiuto per qualsiasi cosa, lui si sentirà importante.

E sarà proprio questa sensazione a diventare predominante e a renderlo un vostro alleato più che un individuo che sta lottando per ottenere la vostra attenzione.

Anziché dirgli: “Scendi da quella sedia, vedrai cosa succede dopo che ho lasciato le borse in macchina”, potete dirgli:  “Amore, puoi aiutarmi  a portare le borse della spesa in macchina? Prendi questa, per favore”.

Soprattutto con i figli più grandi, una delle alternative al castigo è chiedere loro di proporre una soluzione al problema

Questo funziona molto bene con i figli di 10-12 anni, che, nonostante i castighi e le conversazioni non migliorano il proprio comportamento.

Se vostro figlio lascia tutti i vestiti sparsi sul pavimento della sua camera, anziché continuare a ripetergli che non aiuta, domandategli che idea gli viene in mente per aiutare a risolvere questa situazione.

Ricordate che potete non essere d’accordo con la sua proposta, ma dovete quantomeno ascoltarlo e rispettare i suoi sentimenti. In questo modo riuscirete a ottenere che si responsabilizzi un po’ e trovi un modo per risolvere i problemi.

Invece di un “no” spiegate e offrite alternative

Se il bambino vi  chiede qualcosa e voi non siete d’accordo, al posto di un sonoro “nooffrite delle alternative accettabili per entrambi.

Immaginiamo che vostro figlio voglia disegnare sul divano o sul muro della cucina. Un’alternativa potrebbe essere spiegargli che il mobile si rovinerebbe  e che invece a voi piace così com’è.

Pensate a opzioni fattibili, come per esempio lasciargli libera una parete della cameretta dove può colorare come più gli pare e piace. Ciò significa che, invece di cambiare vostro figlio, dovete cercare di mettervi nella sua prospettiva.

Educare non significa maltrattare

Parlare positivamente sulla disciplina non sempre è così semplice come sembra. Possiamo comprendere concetti di base quali non picchiare non maltrattare, non umiliare, non gridare… Ma non sempre sappiamo come applicarli alla vita reale in maniera efficace. 

Educare con rispetto richiede molto comunicazione interiore e una continua messa in discussione di noi stesse. Solo così saprete che state percorrendo la strada giusta come genitori. Applicate queste alternative al castigo e adattatele alla vostra vita famigliare.

Ricordate che ogni bambino e ogni situazione sono unici. Per questo motivo, questi strumenti a volte funzioneranno e a volte no.