Mamma non te ne andare! Ansia da separazione nei bambini

3 Novembre 2017

L’ansia da separazione è la responsabile di alcune “crisi” che colpiscono i più piccoli durante il primo e il secondo anno di vita. Alcuni disturbi come vomito, difficoltà nel respirare, incubi notturni e timore di dormire da soli sono sintomi di panico da sottoporre al parere di uno psicologo o specialista.

L’ansia da separazione di cui soffrono molti bambini è passeggera e termina quando i genitori comprendono come gestire la situazione.

Un bambino che soffre di ansia da separazione piange o si ribella quando avverte l’assenza dei genitori. Non importa se questi ultimi sono a lavoro o nella stanza a fianco: ciò che percepiscono i bambini è che i genitori non sono lì in quel momento.

Lo stesso succede quando lasciate il bambino in compagnia di qualcun altro. Quando capisce cosa sta per succedere si stringe al collo della mamma, si aggrappa ai pantaloni del papà e urla a perdifiato per esprimere il suo dolore.

Ci sono minori che non soffrono la separazione dai genitori. Altri soffrono di  questo comportamento fino all’età scolare. Un terzo gruppo, invece, risolve il problema interiorizzando il concetto che i genitori, dopo essersi separati da loro, torneranno a casa.

Ansia da separazione: lasciare la figlia all'asilo.

S.O.S. Mamma che deve portare il bimbo all’asilo nido

Se vostro figlio soffre di ansia da separazione sappiate che esistono molti metodi per affrontare quello che sta succedendo. Ve ne raccomandiamo uno in particolare.

Evitate le situazioni brusche e stressanti. Non lasciatelo solo mentre sta male pensando che si calmerà perché “nessun bambino passa tutto il giorno a piangere”.

Se lavorate e avete bisogno di portare il piccolo al nido, seguite i nostri consigli.

Ansia da separazione: fategli conoscere il luogo

Alcune settimane prima di lasciare il piccolo all’asilo tutto il giorno, andate a visitarlo insieme. La prima volta spiegategli che si tratta di un posto speciale con tanti altri bambini e tanti giochi per divertirsi.

Passate spesso all’asilo, mostrategli come si divertono gli altri bambini e come le maestre cantino canzoni e organizzino attività divertenti. Non è necessario entrare o avvicinarsi, l’importante è che vostro figlio possa vedere quel che succede all’interno. A casa potrete poi commentare insieme che pensate di questo luogo magico.

Il giorno seguente, fate lo stesso. Se il piccolo lo desidera potete avvicinarvi per vedere meglio i giochi o ascoltare le canzoncine delle maestre. Se non vuole avvicinarsi non lo forzate. La cosa fondamentale è che vostro figlio veda che gli altri bambini sono felici e al sicuro. Poi, una volta a casa, dovrete prepararlo al momento che sta per arrivare.

Con il passare dei giorni, potrete pian piano andare avanti con la vostra missione. Avvicinarvi sempre di più, entrare, sedervi a visionare tutti i giochi, conoscere gli altri bambini e le maestre…

Fate in modo che sia lui a voler tornare al nido

Quando vostro figlio comincerà ad interessarsi al nido e sarà lui stesso a voler tornare per vedere gli altri bambini, passate alla seconda tappa del piano. Restate lì per almeno un’ora. Durante questo tempo dovrete impegnarvi entrambi a giocare e a partecipare a tutte le attività.

Uscite dal suo campo visivo per alcuni secondi

Se vostro figlio sta bene durante il vostro tempo all’asilo, cominciate a lasciarlo solo per un po’.

Optate per uscire dal suo campo visivo senza allontanarvi eccessivamente. Le prime volte si accorgerà molto velocemente della vostra assenza e potrebbe cominciare a piangere. Quando succederà, chiamatelo e fategli sapere che siete lì, senza fargli capire che ha attirato la vostra attenzione solo perché stava piangendo. Meglio ancora, ditegli: “Guarda che bel gioco!” oppure correte a zigzag così che pensi che si tratti di un gioco.

Fatelo più volte durante la giornata.

Sviate la sua attenzione

Ottenere l’indipendenza nel gioco è importante per far sì che vostro figlio si distacchi da questa esigenza di stare sempre al vostro fianco.

Smettete di giocare insieme a lui, restando però nei paraggi. Coltivate anche il vostro svago: risolvete un rompicapo, per esempio, e non gli prestate molta attenzione.

Le maestre dovranno aiutarvi molto, soprattutto in questo momento. Mentre voi sarete impegnate a giocare, le maestre avranno la libertà di cantare e giocare con tutti i bambini in cerchio, fare domande sui versi degli animali, oppure organizzare qualsiasi altra attività.

Tutte le volte che vostro figlio vedrà che il vostro gioco è disinteressato, che non gli prestate attenzione, e d’altro canto le attività con le maestre lo motiveranno, sceglierà di unirsi al resto del gruppo.

Ovviamente, non dimenticherà che voi siete lì e vi terrà d’occhio per vedere se vi avvicinerete a qualcun altro o se sarete sempre nello stesso luogo. In questo momento però, si sentirà già più integrato nel gruppo e nelle attività dell’asilo.

Con il passare dei giorni noterete che il vostro bambino svilupperà affetto per le maestre d’asilo e si sentirà bene a dividere il proprio spazio con altri bambini. E proprio in questo momento sarà pronto per essere lasciato solo.

La prima volta che lo lascerete da solo, fatelo per poche ore. Potrete nascondervi dietro un albero per vedere quanto tempo gli ci vorrà per calmarsi e per accertarvi che non stia troppo male. Dovrete andare a lavoro, prima o poi, e il piccolo si calmerà.

Il trambusto della giornata e gli orari da rispettare cattureranno completamente la sua attenzione finché non si dimenticherà di voi, almeno finché non arriverà il momento di andarlo a prendere.