Il rispetto tra genitori e figli si costruisce con l'esempio

12 ottobre, 2020
Vostro figlio vi manca di rispetto? Forse è perché siete un cattivo esempio.

Il rispetto tra genitori e figli è essenziale per raggiungere un legame solido e una relazione sana capace di crescere nel tempo. Tuttavia, il percorso potrebbe essere più difficile di quanto pensiamo, e nel momento in cui nostro figlio ci manca di rispetto, spesso sbagliamo. Ma in cosa consiste il rispetto tra genitori e figli?

In una situazione di mancanza di rispetto, il meglio che possiamo fare è insegnare a nostro figlio che ha sbagliato. Tuttavia, spesso risulta difficile non reagire negativamente. In realtà, vale la pena sapere che si ottiene molto di più attraverso l’autocontrollo e l’insegnamento invece di gridare e punire nostro figlio.

Nessun padre o madre “nasce imparato”. In questo articolo, cercheremo di capire come agire in tutte quelle situazioni in cui bisogna insegnare il rispetto tra genitori e figli. Ovviamente, senza disturbare la propria pace interiore e senza rovinare l’umore.

Rispetto tra genitori e figli: le reazioni più comuni

Quando un adulto si trova di fronte a una situazione di mancanza di rispetto da parte del proprio figlio, generalmente fa due cose:

  • Rimane zitto e sbalordito o paralizzato, in stato di shock.
  • Reagisce negativamente con impulsività. In questo caso, la situazione viene ingigantita ed esagerata, attraverso dimostrazioni violente, urla e, infine, imponendo una punizione al bambino.

Spesso viene commesso l’errore di imporre ed esigere rispetto. Ma forse quest’ultimo non è ancora stato spiegato in modo chiaro e deciso ai propri figli. Pertanto, il primo passo è iniziare a rispettare il bambino, prestargli attenzione e capirlo in base alla sua età e ai suoi bisogni.

Il confronto di opinioni e percezioni aiuterà entrambi ad affrontare meglio la situazione e ad andare avanti.

Bambina che fa i capricci.

Il dialogo è fondamentale per una buona relazione

Il rispetto è senza dubbio uno dei valori più importanti da insegnare ai propri figli, poiché è un valore reciproco: è dato con l’intenzione di essere ricevuto. ATTENZIONE! Non si tratta di pensare che se rispettate vostro figlio, lo state elevando al sopra di voi; si tratta di raggiungerlo e cercare di capire cosa pensa o sente.

Parlate con vostro figlio. Trovate un momento opportuno, sedetevi insieme per parlare. Cercate di farlo in uno spazio e in un tempo in cui entrambi vi sentite a vostro agio. Ma soprattutto, l’importante è avere un atteggiamento positivo volto alla comprensione reciproca e alla ricerca di soluzioni.

Il passato è passato, non si può tornare indietro. Rimanendo bloccati su qualcosa non si ottiene assolutamente NIENTE.

Il nostro consiglio è di rispondere pazientemente alle preoccupazioni di vostro figlio. Questo sarà sempre il modo migliore per farlo sentire rispettato e trovare un buon modello di rispetto in voi. Chi meglio dei genitori può insegnare qualcosa ai propri figli al riguardo? Magari entrambi finiranno per crescere più di quanto si possa immaginare.

Essere dei modelli di rispetto tra genitori e figli

Una delle prime cose da fare in quanto genitori è imparare ad essere dei modelli di comportamento. In questo senso, la cosa più importante è che voi stessi siate i primi a rispettare queste regole.

Rispetto genitori figli. Padre rimprovera la figlia.

Ecco alcuni suggerimenti:

  • Seguire e rispettare le regole.
  • Essere coerenti. È importante che vostro figlio non si senta disorientato dal vostro comportamento. Altrimenti, non vi prenderà sul serio.
  • Definire chiaramente i limiti e spiegare perché. ATTENZIONE! I bambini amano oltrepassare i limiti, è il loro modo di sperimentare. Non è un’offesa personale diretta a voi. Pertanto, fissando dei limiti chiari e spiegandoli, il bambino potrebbe perdere interesse verso questa esplorazione, evitando così eventuali conflitti.
  • Riconoscere quando vostro figlio fa le cose nel modo giusto. Questo è importante per lasciare un’impronta positiva su di lui e far sì che sia interessato a fare la cosa giusta.

Come si dice NO?

A volte è molto difficile negare qualcosa ai propri figli, perché si pensa che in questo modo garantiamo il loro benessere. La realtà è che se volete vedere felici i vostri figli, è meglio rispettare i ruoli e imparare a dire di no quando è necessario.

Mamma dice di no alla figlia.

Non abbiate paura delle loro reazioni di pianto o di frustrazione. Di fronte a queste reazioni, mantenetevi fermi senza mostrarvi tiranni. Infatti, una cosa è insegnare loro disciplina e rispetto, un’altra è usare la forza e maltrattarli.

Dimostrandovi responsabili e stabilendo delle regole, vostro figlio riceverà il messaggio più importante di tutti: che lo amate e che siete interessati a ciò che gli accade. Inoltre, siete in grado di sapere quali sono i suoi bisogni e desideri. Il rispetto è un valore, sì, ma è anche un punto d’incontro tra esseri umani con percezioni diverse.

Disciplina sì, tirannia no

Quando parate con vostro figlio del suo comportamento – e soprattutto delle ragioni che l’hanno portato ad averlo – non dovete urlare o trasformare la conversazione in una lotta. Infatti, questo lo renderà solo più irriverente nei vostri confronti.

Alzare il tono della voce non dà più autorità, credibilità o rispetto, come pensano molti genitori. In realtà, urlare riesce solo a favorire la paura, la disobbedienza e ad allontanare genitori e figli. Al contrario, cercate sempre di parlare con calma e prendetevi cura dei gesti, del tono della voce e di ciò che dite, perché anche i vostri figli risponderanno allo stesso modo.

Quando vostro figlio vi contraddice e vi risponde nel mezzo di una conversazione, dovreste fare tutto il possibile per spiegargli che il suo modo di fare è sbagliato. Devono essere i genitori a fare la differenza e insegnare che ci sono modi più rispettosi di dire la stessa cosa ma senza essere violenti, aggressivi o maleducati.

Sebbene in alcuni casi sia molto difficile mettere in pratica tutto ciò, i genitori devono sempre rimanere calmi di fronte alla “ribellione” di un figlio. Infatti, se reagite in modo aggressivo peggiorerete la situazione.

  • Bowlby, J. (1986). Vínculos afectivos: formación, desarrollo y pérdida. Madrid: Morata.
  • Bowlby, J. (1995). Teoría del apego. Lebovici, Weil-HalpernF.
  • Garrido-Rojas, L. (2006). Apego, emoción y regulación emocional. Implicaciones para la salud. Revista latinoamericana de psicología, 38(3), 493-507. https://www.redalyc.org/pdf/805/80538304.pdf
  • Marrone, M., Diamond, N., Juri, L., & Bleichmar, H. (2001). La teoría del apego: un enfoque actual. Madrid: Psimática.
  • Moneta, M. (2003). El Apego. Aspectos clínicos y psicobiológicos de la díada madre-hijo. Santiago: Cuatro Vientos.