Elogiare i bambini: come influenza il loro sviluppo?

· 20 Maggio 2019
Una ricerca ha dimostrato che elogiare i bambini non ha sempre un effetto positivo sulla loro crescita. Ecco come farlo bene.

Le diverse modalità usate per elogiare i bambini hanno un impatto decisivo sul loro sviluppo, soprattutto nello studio. Carol Dweck, una riconosciuta ricercatrice americana, ha studiato in modo specifico l’impatto dell’elegio sullo sviluppo dei bambini.

Le sue conclusioni hanno portato molti educatori statunitensi a cancellare dall’uso quotidiano tutti quegli elogi rivolti all’intelligenza dei bambini. Nell’articolo di oggi scopriremo di più sulle ricerche di questa psicologa e su come modificare il modo di elogiare i bambini.

Elogiare i bambini: sì, ma nel modo giusto

Una grande parte delle ricerche svolte da questa rinomata psicologa di Stanford, consiste in esperimenti in cui vengono offerti alcuni colpiti a tre gruppi di bambini.

I bambini del primo gruppo sono elogiati per la loro intelligenza con frasi come: Come sei intelligente“, quelli del secondo sono elogiati per il loro impegno, con frasi come: “Ti sei impegnato/a moltissimo“. Il terzo gruppo è di controllo e ai bambini non vengono fatti elogi.

I risultati furono sorprendenti. La maggior parte di noi si aspetterebbe che i bambini elogiati per la loro intelligenza mostrassero risultati migliori rispetto agli altri, ma non è così.

I risultati dello studio: elogiare l’impegno vale più che elogiare l’intelligenza

I bambini del primo gruppo preferivano completare le prove più semplici e si arrendevano molto prima degli altri, quando incontravano qualche difficoltà.

Un comportamento esattamente opposto è quello dei bambini che erano stati elogiati per l’impegno. A differenza dei “più intelligenti”, si lanciavano in prove molto più difficili e, se sbagliavano, continuavano a cercare la soluzione per un tempo più lungo.

Il loro approccio, in generale, era molto più positivo che quello del gruppo “degli intelligenti”, che avevano avuto un’atteggiamento più disfattista.

Il complimento sterile reprimere l’impulso a confrontarsi con sfide nuove

Elogiare l'impegno del bambino

Perché succede questo? Come si spiega che i bambini elogiati per la loro intelligenza mostrino un atteggiamento disfattista? Ci sono diverse spiegazioni.

Una di queste è che questo tipo di elogio invita il  bambino a percepire l’intelligenza e il talento come qualità innate. Ovvero, l’intelligenza non è un’abilità che si può sviluppare attraverso la pratica e l’impegno.

Un’altra spiegazione, chiamata dalla stessa Carol Deck “mentalità fissa”, è la visione del dottor John Medina, autore del best-seller “Brain Rules for Baby”. Quest’autore ritiene che, quando il bambino riceve elogi che esaltano l’intelligenza, tende a percepire i propri errori come una mancanza di capacità irrimediabile e i suoi successi come il prodotto delle sue abilità innate.

Un’altra conclusione della Dweck indica che i bambini che ricevono continuamente elogi, senza che venga sottolineato il loro sforzo, cercano di mantenere l’immagine che l’interlocutore si è fatto di loro.

Per questo motivo evitano di confrontarsi con prove più difficili o lanciarsi in sfide nuove. Questo infatti aumenta le probabilità di fallire e, pertanto, di sembrare “stupido”.

È proprio questa, forse, la cosa più grave: elogiare il vostro bambino, potrebbe scoraggiarlo dall’affrontare nuove sfide.

Elogiare l’intelligenza in modo sterile rafforza l’idea che l’errore sia qualcosa di negativo e non un processo di apprendimento, che porta al successo.

Elogio dell’impegno: rafforzare l’autostima del bambino in modo positivo

Elogiare l'impegno

Un bambino che riceve elogi per il suo impegno impara a vedere il successo come il risultato del lavoro e dell’impegno costate.

In altre parole, non è una qualità innata ma una possibilità di crescita alla portata di tutti.

Incoraggiare questo tipo di pensiero aiuta vostro figlio a vedere gli errori o i fallimenti come il risultato di una mancanza di pratica o di esperienza. E, soprattutto, mai come un fatto irrimediabile.

In questo modo, i bambini che vengono elogiati per il loro impegno – e non per il risultato delle loro azioni – imparano ad essere perseveranti e a vedere che, se si impegnano ancora di più, potranno confrontarsi con qualsiasi sfida gli si presenti lungo il cammino.

Anche se dovranno provarci mille volte, la strada insegnerà loro che la perseveranza porta sempre al successo.

Le ricerche di Carol Dweck hanno inoltre evidenziato che i bambini che venivano elogiati per il loro impegno erano quelli che avevano dato l’impressione di lavorare di più.

Pertanto, quest’impressione verrà mantenuta proprio grazie al fatto che saranno spinti a scegliere obiettivi sempre più difficili, anche se per risolverli avranno bisogno di più tempo.

Come dobbiamo elogiare i nostri figli?

I risultati degli studi condotti da questa psicologa statunitense hanno scatenato una reazione della comunità educativa, che ha eliminato gli elogi all’intelligenza, sostituendoli con altri tipi di commenti positivi.

L’ideale, secondo la dottoressa Dweck, non è solamente elogiare l’impegno, ma fare commenti che invitino il bambino a riflettere e che propongano strategie alternative.

Altrimenti, elogiare unicamente lo sforzo avrà lo stesso effetto di un complimento all’intelligenza.

La semplice abolizione di un errore comune dei genitori, come quello di applaudire sempre il risultato finale, festeggiare il voto ottenuto ad un esame o il risultato di una gara sportiva, può essere molto positivo.

Si tratta di eliminare frasi come: “Sono orgoglioso di te, sei così intelligente!” e sostituirle con altre, che si concentrano più sulle strategie usate, il miglioramento ottenuto o lo sforzo dedicato.

In questo caso, ad esempio, si può dire: “Buon lavoro, fammi vedere come hai fatto”, oppure “Sono molto orgoglioso di te, avrai studiato davvero tanto!”. Questo tipo di elogi stimola vostro figlio ad imparare e ad impegnarsi sempre di più.