Un metodo giapponese per scoprire il sesso del bebè

Quando siamo in dolce attesa, la prima domanda che ci facciamo riguarda il sesso del bebè: sarà un maschio o una femmina? Oggi non è necessario attendere fino alla settimana 20 per scoprire il sesso del bambino.
 

Oggi ci sono molti modi per scoprire il sesso del bebè. In questo modo, i nove mesi di attesa diventano un po’ più divertenti. Inoltre, conoscere quale sarà il sesso del bambino aiuta molto nella preparazione, sia a livello psicologico che pratico.

Perché sicuramente vorrete iniziare a scegliere i nomi più belli. Un altro dettaglio riguarda la preparazione della cameretta del bambino, ma anche la scelta del corredo per il neonato e dei vestitini da riporre nella cassettiera, oppure i giochini, gli accessori… Insomma, un po’ tutto ha a che fare con il sesso del bebè. 

Metodi per scoprire il sesso del bebè

Ci sono innumerevoli modi per scoprire il sesso del bebè. Alcuni sono più antichi, altri più moderni, ma tutti sono finalizzati a rimuovere quel dubbio che vi attanaglia durante i 9 mesi. Alcuni metodi ci sono stati tramandati dalle nostre nonne e sono molto semplici. Altri, al contrario, sono un po’ più “scientifici”, o in ogni caso si servono di calcoli e di numeri.

Comunque sia, anche se diffidate di tutti e non ci credete, prima o poi siamo sicuri che li metterete in pratica. È così che vi ritroverete anche nel mezzo delle scommesse sul sesso e sulla data di nascita.

 

Uno dei metodi per scoprire il sesso usato dai nostri antenati si concentra sulla forma della pancia, e sulle possibili macchie sul viso. Un altro ha a che fare con un test che viene eseguito con una catenella che deve fare un movimento a pendolo sulla pancia.

E questo è solo l’inizio. Ci sono numerosi metodi che risalgono all’alba dei tempi, ad esempio quelli che appartengono alle antiche civiltà e che obbediscono ai movimenti degli astri. È il caso dei Maya, dei cinesi e dei giapponesi.

Infine, ma non meno importante, un’altra strategia usata per scoprire il sesso del bambino si serve della scienza. È il cosiddetto metodo Ramzi, che analizza le prime ecografie. In particolare, il metodo Ramzi studia l’orientamento della placenta per scoprire il sesso del bebè.

Il metodo giapponese

Questa volta faremo riferimento al metodo giapponese per scoprire il sesso del feto. Per questo, sarà indispensabile trovare una serie di tabelle ma anche sapere come usarle. Le potete trovare facilmente online, per le future mamme che vogliono testarne l’efficacia.

Coppia con donna in gravidanza

Una volta trovata la tabella, come primo passo dovrete guardare il mese in cui siete nate e il mese in cui è nato il vostro partner. Cioè, la data di nascita della madre e del padre del bambino. Vi accorgerete che se i mesi sono perpendicolari, uno verticale mentre l’altro è orizzontale.

 

Dopo bisogna osservare l’intersezione di entrambi i dati. Proprio lì troverete un numero segreto. È davvero molto importante per il prossimo passaggio. Quindi, se necessario, prendete nota di queste informazioni per memorizzare i dati e completare il processo.

Una volta trovato il numero segreto, sarà necessario fare uno sforzo per ricordare il mese del concepimento del bambino. Senza questi dati veramente fondamentali, è impossibile conoscere con fedeltà le informazioni che stiamo cercando. Un minimo cambiamento è in grado di modificare il risultato.

Infine, dall’intersezione che esiste tra il numero segreto ottenuto con il mese del concepimento, sarete in grado di scoprire il sesso del bambino. Ecco fatto! In questo modo avrete scongiurato l’ansia dell’attesa e fugato quel dubbio che vi tormentava giorno dopo giorno. Che ne pensate del risultato? È quello che vi aspettavate? Vi sembra affidabile? Non esitate a provarlo!