Insegnate a vostra figlia a non credere di essere una principessa

· 20 ottobre 2016

Insegnare a vostra figlia a non credere di essere una principessa è importante per evitare che si trasformi in una persona vuota e finta.

Perché le credete delle principesse?

Esistono alcuni modelli di educazione  che si sono standardizzati nel tempo, e che si adottano spesso inconsapevolmente; uno di questi riguarda l’educazione delle figlie femmine, che a volte vengono cresciute come se fossero delle principesse.

La maggior parte delle donne sogna di tenere una bambina fra le braccia, in quanto quasi tutte da piccole hanno amato giocare con le bambole. Quando arriva il momento di essere madri, vedono dunque la loro figlia femmina come una vera e propria bambola.

E anche il padre, pur avendo sempre sognato di avere un figlio maschio per poter giocare con lui a calcio, non potrà resistere al fascino e alla dolcezza di una bambina che lo ama e lo cerca. 

A questa circostanza si somma l’esigenza dei genitori di non far mancare nulla ai propri figli e il desiderio che essi possano condurre una vita migliore della loro; perciò è abbastanza naturale che sia dato ai figli il meglio in senso materiale, facendo sì che la propria figlia femmina si trasformi in una vera principessa.

Un errore comune commesso da chi cresce “una figlia principessa” è non insegnarle doveri e responsabilità, situazione che nel tempo può risultare dannosa in quanto è probabile che la “principessa”, una volta adulta, non sappia affrontare e risolvere i problemi pratici della vita.

Oppure crescendo potrebbe trasformarsi in una persona vuota, con un atteggiamento brusco e maschile, come è accaduto a diverse donne cresciute in ambienti dominati tradizionalmente da uomini.

Ad ogni modo, gli estremi non sono mai positivi in quanto vostra figlia non deve essere una principessa, ma nemmeno un malefico tiranno. Il segreto della vita risiede nell’equilibrio, che raggiungerete ponendovi le domande giuste e crescendo vostra figlia coscienziosamente.

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Principessa equilibrata

Una donna deve essere determinata ma allo stesso tempo dolce e, per raggiungere questo scopo, dovete saperla educare. Dovete essere decisi con lei e cercare di risolvere i suoi problemi materiali garantendole al tempo stesso un equilibrio emotivo.

Non  dimenticate mai che i figli sono il riflesso dei genitori. Se volete insegnare a vostra figlia a non credere di essere una principessa, per prima cosa dovete convincervene voi.

Questo non significa che, se potete permettervelo, non la manderete nelle migliori scuole, o che non avrà economicamente il meglio che possiate offrirle. Si tratta piuttosto di una questione di atteggiamento.

Osservate la realtà in cui viviamo: al giorno d’oggi siamo così influenzati dalla televisione e dai mezzi di comunicazione di massa che è quasi d’obbligo che il tema della festa di compleanno di vostra figlia sia quello delle Principesse Disney, o che per i suoi 15 anni le si debba organizzare una festa in stile Sweet Sixteen. Tutto questo contribuirà a convincere vostra figlia che il giusto modello da seguire è quello delle principesse.

Secondo un articolo pubblicato in un portale messicano, nella logica Disney non esistono donne adulte, dai venti ai trent’anni, in una posizione di potere e dalla personalità forte. 

Non si tratta necessariamente di stigmatizzare le “principesse” dei cartoni animati, ma di dare a vostra figlia, nei limiti delle vostre capacità, gli strumenti necessari per guardare dentro di sè e potenziare la sua personalità, che è unica.   

“Una donna originale non è quella che non imita nessuna, bensì quella che nessuna può imitare”.

– María Félix-

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Principesse libere

Secondo la psicologa Mireia Trias Folch  bisogna lasciar giocare le bambine ad essere come delle principesse perché il gioco aiuta a maturare. “Quando una bambina gioca ad essere come una prinicipessa, inventa una specie di storia, parla di se stessa, dei suoi desideri e delle sue paure, organizzando il tutto sotto forma di racconto e dando un senso alla sua esistenza”.

L’antropologa Apen Ruiz pensa che restringere i campi del gioco sia controproducente. “Alcuni studi dimostrano che, se le madri sono contrarie ai desideri delle bambine di essere come delle principesse, esse potranno interpretare questo rifiuto come un ‘mia madre non vuole che io sia una bambina’, perché per loro essere bambine è associato alla figura della principessa”.  

Inoltre altri studi hanno provato che le bambine che giocano ad essere delle principesse reinventano un nuovo ruolo, giocando ma non in forma passiva.  

La giornalista Marta Selva pensa anche che “bisogna frenare la capacità invasiva delle principesse, ma non in modo coercitivo”. Il problema non è il fatto che le bambine giochino ad essere delle principesse, ma i mille prodotti che le vengono offerti per farlo.

Un’introduzione del blog El País.com (sezione donne) dice che: “La società addestra le bambine ad essere principesse o regine ma, prima o poi, la cruda verità si mostrerà ai loro occhi; un’alta percentuale di esse riempirà le liste di disoccupazione, alcune diventeranno mero oggetto di desiderio e, in alcuni casi, anche vittima di violenza di genere”.