Prebiotici nel latte materno: come funzionano?

6 Marzo 2020
I prebiotici del latte materno sono zuccheri complessi che agiscono come alimento di un gruppo di batteri che traggono beneficio dalla salute del lattante.

Generalmente, identifichiamo i prebiotici con i composti di fibra solubile che, una volta ingeriti, non possono essere digeriti durante il loro tragitto lungo la parte superiore del tratto gastrointestinale. Successivamente, quando i prebiotici raggiungono l’intestino crasso, i batteri residenti, che, invece, sono in grado di elaborare questa fibra, li utilizzano come fonte di energia. Come risultato, i prebiotici stimolano la crescita di popolazioni di colonie batteriche.

Non dobbiamo confondere i prebiotici con i probiotici

Come suggerisce il loro nome, i prebiotici e i probiotici presentano una relazione, ma è importante comprendere in che modo si distinguono. Per definizione, i probiotici sono microrganismi vivi che esercitano un influsso positivo sullo stato di salute. Tra loro, si trovano i lactobacilli e i bifidobatteri (entrambi appartenenti al gruppo di batteri chiamati acido-lattici), oltre ai saccaromiceti (un genere di lieviti).

I prebiotici, invece, non sono batteri, ma composti che forniscono la fonte alimentare che consente ai probiotici di vivere e proliferare nel loro ambiente, il colon. I prebiotici sono sostanze che fungono da alimento per organismi probiotici.

i prebiotici sono composti di fibra solubile

Perché sono importanti i batteri che risiedono nel nostro intestino?

In primo luogo, sono molto numerosi. I batteri costituiscono la maggior parte della flora presente nel colon. Rappresentano più della metà della massa secca delle feci.

Inoltre, la loro composizione è molto variabile. Il microbiota intestinale è formato da oltre un migliaio di specie. Sappiamo che in ogni persona esiste un predominio numerico di circa 30 o 40 specie.

La loro importanza risiede nel fatto che questa immensa quantità di microrganismi forma un ecosistema straordinariamente maturo e resistente all’introduzione di cambiamenti provenienti dall’esterno. Questo equilibrio è ciò che, dal punto di vista medico, viene chiamato “omeostasi intestale”.

L’esposizione ad antibiotici, infezioni enteriche o variazioni nella dieta possono alterare questa omeostasi. Esistono prove che associano lo squilibrio del microbiota intestinale all’insorgenza di un lungo elenco di malattie. Nel tentativo di ristabilire questo equilibrio, si ingeriscono prebiotici e probiotici e, in casi gravi, si effettuano trapianti fecali.

Il contenuto del latte materno è ricco di prebiotici e probiotici

Al giorno d’oggi, la scienza sa bene che il latte materno è un elemento insostituibile, in quanto fattore di formazione, sviluppo e composizione del microbiota intestinale del bambino.

È un fatto ancora poco noto che il latte contiene un numero importante di batteri acido-lattici che la madre “dona” al proprio bebè, per dare inizio alla colonizzazione dell’intestino. Si ritiene che il lattante ingerisca circa 800 millilitri di latte al giorno e riceva quotidianamente tra i 100.000 e i 10 milioni di batteri.

Come se tutto ciò non fosse sufficiente, le ghiandole mammarie possiedono un meccanismo che consente loro di produrre una straordinaria varietà di composti prebiotici. Prendono il nome di oligosaccaridi. L’ingestione combinata di probiotici e prebiotici rappresenta una strategia vincente che la natura adotta per incoraggiare i “batteri buoni” a colonizzare l’intestino del lattante.

I carboidrati del latte possono essere costituiti da una sola molecola di zucchero: si tratta dei monosaccaridi. Per esempio, il glucosio, il galattosio e il fruttosio. Gli oligosaccaridi sono formati da cinque tipi di monosaccaridi o “blocchi” concatenati, che si combinano in maniera casuale per formare strutture lineari o con ramificazioni di dimensioni variabili.

i prebiotici del latte materno svolgono più di una funzione

Informazioni sorprendenti dei prebiotici del latte materno

L’effetto proliferante che il latte esercita sui batteri acido lattici non è associato a una sola sostanza, ma obbedisce a diversi fattori. In particolare, l’effetto prebiotico del latte viene attribuito alla bassa concentrazione di proteine e fosfati, alla presenza di lattoferrina, lattosio, nucleotidi e oligosaccaridi.

Il vero ruolo prebiotico svolto da ognuna di queste sostanze non è stato ancora chiaramente definito, con l’eccezione di quello degli oligosaccaridi, che rappresentano il gruppo maggiormente studiato.

Ciononostante, si ignora ancora che cosa determina il fatto che l’enorme assortimento di oligosaccaridi vari da donna a donna e, in una stessa donna, da una fase all’altra dell’allattamento. Si stima che il numero approssimativo di oligosaccaridi possa variare da circa 150 composti a centinaia di migliaia. All’interno di questo universo, sappiamo che esiste un predominio da parte della serie dei galatto-oligosaccaridi (GOS).

Funzioni aggiuntive offerte dagli oligosaccaridi del latte materno

La varietà di oligosaccaridi del latte è inimitabile. Numerosi studi hanno dimostrato che questi composti, oltre a essere “cibo per batteri”, possono svolgere altre funzioni:

  • Possono ingannare virus e batteri patogeni. Esistono varianti che emulano gli oligosaccaridi della parete intestinale; in particolare, quelli che utilizzano i patogeni per invadere la cellula sana. Quando il patogeno si unisce a questa esca, l’infezione viene evitata.
  • Inoltre, sono in grado di regolare l’attivazione delle cellule immunitarie.