Insegnare a dormire: le tecniche per far dormire il bebè

· 18 Aprile 2018

“Esistono diverse tecniche per insegnare a dormire al proprio bebè. Tutto ciò che occorre sono pazienza, costanza e buone abitudini.”

Insegnare a dormire al bebè è compito dei genitori. Ogni neonato è un individuo particolare e le tecniche utilizzate devono essere adeguate alla sua singolarità. Ma esiste anche la possibilità di utilizzare strategie opposte con lo stesso figlio in momenti differenti.

In generale si consiglia di iniziare con questo piano verso i quattro mesi di vita, ma le necessità possono variare a seconda dei casi. Alcuni bambini riescono a dormire diverse ore di seguito già da piccoli, ad altri può risultare più difficile.

Consigli generali per insegnare a dormire al bebè

Esistono teorie opposte per insegnare ai più piccoli a conciliare il sonno. Ciò nonostante è bene conoscere prima alcune regole comuni che aiutano a consolidare l’abitudine.

  • Tutta la famiglia deve essere d’accordo sulla tecnica che si andrà ad utilizzare. Se la madre decide di lasciarlo piangere per alcuni minuti nella culla, nessuno dovrà andare a consolarlo.
  • Decidere dei momenti in cui fare pisolini durante il giorno e rispettarne gli orari. Di modo che il piccolo non sia troppo stanco e possa rilassarsi rapidamente.
  • Ripetere la routine per la nanna prima di andare a letto. Fare il bagnetto, cullarlo con una ninna nanna, fargli dei massaggi e metterlo nella culla, ad esempio.
  • Cercare di farlo addormentare presto. Se si aspetta che abbia troppo sonno può diventare nervoso e sarà più difficile.
  • Evitare le discussioni in famiglia in questi momenti, il bebè potrebbe percepire la tensione.

Gli esperti continuano il dibattito sulle migliori condizioni in cui insegnare a dormire al bebè, senza però arrivare ad un accordo. Soprattutto perché non esiste una condizione unica. Alcuni genitori vedranno risultati con una determinata tecnica e altri invece avranno dei benefici da altre ancora.

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Metodi per insegnare a dormire al bebè

  • Dormire senza piangere

Sicuramente il metodo più amato dai nonni a cui non piace sentire il loro nipotino che piange.

William Sears è un pediatra che si fa portavoce di questa tecnica e basa i suoi consigli sulla creazione di associazioni positive. Se il bebè associa il sonno con carezze e sensazioni positive il riposo sarà maggiore e salutare.

Bisogna mettere il piccolo nella culla già semi sveglio e fare attenzione anche al più piccolo rumore. Se necessario, prenderlo in braccio e accudirlo tutte le volte che si sveglia.

Fargli fare una poppata, dargli il biberon e accarezzarlo delicatamente sono le chiavi di questa tecnica. Si consiglia ai genitori di farlo dormire insieme a loro se lo desiderano. L’importante è che il piccolo associ questo momento con una sensazione di sicurezza.

Questo metodo richiede maggiore tempo e il suo insegnamento si realizza in forma graduale. Lentamente passerà sempre più tempo a dormire e meno a svegliarsi e il momento del sonno diverrà un momento piacevole.

“William Sears afferma che se il piccolo associa il sonno a carezze e sicurezza, il riposo sarà più salutare.”

  • Dormire con il pianto

Parliamo del contestatissimo metodo Ferber o metodo Estivill (dal nome dei due medici che l’hanno sostenuto): quello che sostiene questo sistema è che per per insegnare a dormire al bebè sia necessario lasciarlo piangereLasciando piangere i bambini per alcuni minuti per poi andare a consolarli, senza però prenderli in braccio nè toglierli dalla culla, e facendo crescere man mano l’intervallo del pianto prima dell’arrivo dei genitori, i bambini dovrebbero imparare a dormire.

Questa tecnica psicologica comportamentalista è stata poi in parte rinnegata dallo stesso Estivill, sulla base di nuove scoperte sul funzionamento del cervello dei bambini. Prima dei tre anni, i bambini non hanno un orologio interno ben funzionante per regolare il sonno, e lasciarli piangere causa inutile stress e sofferenza sia a loro che alle famiglie.

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  • Metodo Fading

Questa è una tecnica che si trova a metà strada tra le due precedenti. Propone di lasciare che il piccolo si calmi da solo, in maniera graduale.

Lo si mette nella culla da sveglio ma i genitori devono rimanere accanto a lui finché non si addormenta. Pian piano dovranno diminuire la compagnia e lasciarlo solo. Così il bebè acquisisce pian piano l’abitudine a dormire senza compagnia.

Aldilà della quantità di consigli la cosa fondamentale è la flessibilità tra una tecnica e l’altra, a seconda della necessità.

“Il metodo Fading è una corrente che si incontra a metà tra le due tecniche precedenti. Propone di lasciare che il piccolo si calmi da solo in maniera graduale.”

Alcune di queste tecniche possono funzionare solo per alcuni bambini, ma non per altri. Dovrete solo provare e vedere come va. Prima o poi i risultati arriveranno.