Reflusso gastroesofageo nei neonati: che cos’è?

11 Dicembre 2018
È normale che i bambini sputino del liquido ogni tanto. Il problema è quando la situazione è accompagnata da altri sintomi o si ripete troppo frequentemente.

Tutti i bambini ad un certo punto sputano alcun liquido e a volte addirittura vomitano. Ciò nonostante, quando respingono costantemente il cibo, potrebbe trattarsi di qualcos’altro. In questi casi, di solito si parla di una malattia chiamata reflusso gastroesofageo (MRGE).

La possibilità dell’esistenza della malattia da reflusso gastroesofageo viene considera se il fenomeno è costante e dura dai 12 ai 14 mesi. Ovviamente questo non dovrebbe preoccuparci Dovremmo invece pensare in alcuni rimedi efficaci. Vediamo di cosa tratta il fenomeno colloquialmente conosciuto come rigurgito.

Capire l’origine del reflusso gastroesofageo nei neonati

L’esofago è il condotto che permette il passaggio del cibo dalla bocca allo stomaco. Al suo interno c’è un muscolo chiamato sfintere esofageo inferiore che, funzionando come una valvola, facilita il passaggio del cibo.

Quando tutto funziona correttamente, lo sfintere si rilassa e questo è ciò che rende possibile il passaggio degli alimenti con fluidità. Ciò nonostante, in alcuni bambini questo muscolo può non essere completamente sviluppato. Questo si ripercuote sull’esofago a fa si che ili bebè rigurgiti il latte, sia esso materno o formulato.

Fondamentalmente, il MRGE accade a causa di un disordine delle sfintere esofageo. Nel caso dei bambini colpiti, lo sfintere si rilassa e distende in modo imprevedibile. Tutto si risolve quando si completa lo sviluppo di questo piccolo muscolo.

I sintomi di MRGE nei neonati

Il vomito e il reflusso sono i sintomi più comuni di questa condizione medica temporanea. Ciò nonostante esistono altri segni che un neonato affetto da riflusso gastroesofageo potrebbe presentare.

Un sintomo molto particolare è il fatto di inarcare la schiena durante il gesto di mangiare. I neonati con questa malattia tendono a muovere la testa all’indietro quando vengono alimentati. Anche i conati di vomito e altri problemi a deglutire possono presentarsi.

Madre che pulisce la bocca della figlia

Altri sintomi sono tosse, coliche ripetute e piccole complicazioni alla respirazione. In più, i bambini colpiti tendono a rifiutare il cibo e per questo motivo possono sperimentare una certa perdita di peso.

Diagnosticare il MRGE

Ci sono varie prove mediche per diagnosticare il reflusso gastroesofageo nei bambini. La maniera più immediata per confermare se vostro figlio soffre di questa patologia o meno è consultare un pediatra. Questi sono i tre esami che possono essere condotti:

  • Monitoraggio del pH esofageo: Questa prova misurala quantità di acido che c’è nell’esofago del neonato. Il livello di questa sostanza è più elevato nei piccoli con MRGE. Per questo esame è necessario inserire un tubo sotto vigilanza medica.
  • Serie gastrointestinale superiore: Consiste nel mescolare un liquido di contrasto con il latte del biberon. Dopo che il bambino lo ha assunto, il medico realizza alcune radiografie per esaminare la forma del suo tratto gastrointestinale superiore.
  • Endoscopia gastrointestinale superiore: In questo caso si utilizza un endoscopio con una videocamera che viene introdotta nel tratto del piccolo. L’idea è che il medico possa vedere la forma del muscolo. In più, potrebbe prendere una mostra del tessuto (biopsia).

“I neonati con questa malattia tendono a muovere la testa all’indietro quando vengono alimentati. Anche i conati di vomito e altri problemi a deglutire possono presentarsi.”

Il miglior trattamento si trova in una cura speciale

Il reflusso gastroesofageo nei bambini richiede una maggior cura nel modo un cui le si alimenta. La prima cosa è aiutare il piccolo a espellere i gas più di frequente. Non solo dopo aver finito di mangiare ma durante tutto il processo.

Dopo i pasti, la cosa più raccomandabile è collocare il bebè in una postura verticale. Sarà importante mantenere questa posizione per mezzora dopo ogni volta che mangia.

Alcuni medici promuovono l’uso di prodotti come i creali di riso. L’idea è quella di mescolarli con il latte del biberon. Alcuni specialisti optano anche per cambiare la formula di questo alimento.

Allo stesso modo, ci sono alcune medicine che il pediatra potrebbe ricettare nel caso in cui lo ritenga necessario. Un esempio sono i bloccanti di H2 e gli inibitori di bombe di protoni. Entrambi i trattamenti aiutano a diminuire il livello di acido nello stomaco.

Piccolo con il biberon

Un male poco ricorrente

Solo il 10% dei bambini arriva a manifestare problemi per mancanza di sviluppo dello sfintere esofageo inferiore. Nella maggioranza dei casi questa condizione viene superata senza maggiori complicazioni. Solo un margine molto basso di bambini colpiti deve sottomettersi a interventi chirurgici.

Le madri devono prestare attenzione a tutti i segnali e ricorrere al pediatra ogni volta che lo ritengono necessario. Questi, sarà l’unico in grado di diagnosticare con certezza questa condizione del piccolo. Poi, dovete solo prestare più attenzione al momento di alimentare il vostro bebè.