Sindrome da burnout: cos’è e come affrontarla

· 3 Maggio 2018

Se da un lato la maternità può essere davvero gratificante, in alcuni casi sfortunatamente provoca un eccesso di lavoro davvero estenuante. La sindrome da burnout è un chiaro esempio delle difficoltà che comporta l’essere madri.

La sindrome da burnout  colpisce molte mamme nel periodo dopo la nascita del bambino. A provocarla sono lo stress e la fatica dati dalla responsabilità di prendersi cura del piccolo, di solito senza una condivisione adeguata dei compiti in famiglia.

È caratterizzata da uno stato di depressione cronica della madre, che, nei casi più gravi, può portare a situazioni spiacevoli. Pertanto si tratta di un problema molto più grave di semplice esaurimento fisico o depressione temporanea.

È il risultato di una profonda stanchezza fisica, emotiva e psicologica, derivante da un accumulo di situazioni stressanti, caratterizzate da un’intensità moderata e un certa ripetitività.

Alcune delle conseguenze più frequenti della sindrome da burnout sono disturbi del sonno, debolezza dovuta alla stanchezza cronica, problemi digestivi, mal di testa e mal di schiena.

Fasi della sindrome da burnout

1. Esaurimento emotivo

Ogni individuo ha una propria resistenza fisica e psicologica. Le responsabilità quotidiane consumano gradualmente queste riserve di energia fino al momento in cui la madre si sente svuotata di ogni risorsa.

In questa prima fase può accadere che anche un semplice risveglio del bambino susciti in lei una sensazione di angoscia dovuta alla marea di faccende da portare a termine.

Distacco emotivo: un meccanismo di difesa per la madre stremata

2. Distacco emotivo

Per proteggere e prendersi cura del bambino, la madre innesca un meccanismo di difesa. È probabile che continui a svolgere le faccende quotidiane in maniera meccanica, ma il peso che sente annulla completamente la partecipazione emotiva.

 Di conseguenza, la mamma si sentirà distante da suo figlio, da suo marito e dalla quotidianità.

3. Realtà

L’ultima fase dell’esaurimento è, probabilmente, la più preoccupante. In questa fase la madre si rende conto del divario crescente tra il suo ideale di maternità e la realtà come la percepisce.

La realtà si scontra con il concetto idealizzato di essere una madre perfetta. In questi casi la madre può provare una sensazione di fallimento personale che implica la perdita di fiducia in se stessa e che può tradursi in un comportamento aggressivo nei confronti del bambino.

Cause principali

La cura di vostro figlio e la gestione della casa sono un vero e proprio lavoro che, a volte, viene sottovalutato. E ancora più difficile è conciliare la vita in casa con gli impegni professionali. Spesso e volentieri le madri non hanno né il tempo né l’energia per affrontare tutte queste situazioni.

Talvolta questo esaurimento è dovuto al bisogno di perfezione di alcune madri nonché alla loro volontà di imporre uno schema genitoriale ideale.

Bisogna tenere a mente che la perfezione non esiste. Non cercate di essere madri perfette. Non c’è niente di male ad aver bisogno di aiuto e comprensione di fronte alla grande quantità di faccende quotidiane che dovete portare a termine. Ricordate che la famiglia è un lavoro di squadra e che i lavori domestici vanno condivisi. 

La grande disillusione

La realtà della maternità è completamente diversa dalla fantasia idealizzata, vuoi per le responsabilità, vuoi per le difficoltà di ottenere una buona organizzazione.

Dovete accettare la disillusione dell’ideale di essere madri riuscire a rendervi conto che la realtà è fatta di momenti belli e momenti meno belli.

“Non è possibile essere una madre perfetta. Ma ci sono milioni di modi per essere una buona madre. ”

–Jill Churchill–

Chi può essere colpito dalla sindrome da burnout?

Non esiste il profilo tipico di una persona che può essere colpita dalla sindrome da burnout.

Di fatto, questa sindrome può colpire donne di qualsiasi condizione sociale, sia quelle che hanno un figlio per la prima volta, sia quelle che non sono madri alle prime armi.  Inoltre, si può presentare in qualsiasi momento. Subito dopo la nascita del piccolo, come trascorsi alcuni mesi o addirittura anni.

Esistono alcuni fattori di rischio di esaurimento, come il fatto di avere dei gemelli o figli molto vicini per età. Situazioni come queste, infatti, comportano un carico di lavoro importante per la madre, arrivando in alcuni casi a provocarne l’esaurimento.

Un altro caso in cui è più facile incorrere nella sindrome da burnout è sicuramente quello delle madri single, che non hanno nessun aiuto nell’allevamento dei figli.

Come migliorare?

La cosa più importante è che accettiate di non essere madri perfette. A tale proposito, non esitate a esternare le vostre emozioni alle persone che vi circondano e anche a condividere la vostra esperienza con altre madri.

Se pensate di avere bisogno dell’aiuto di uno specialista, potete consultare uno psicologo.