Come rianimare un bebè

· 10 Ottobre 2017

 

Rianimare un bebè in stato di soffocamento è una delle esperienze più traumatiche che possiamo fare come madri. E’ una situazione alla quale non vorremmo mai essere presenti; eppure può succedere in qualunque momento.

Noi mamme sappiamo di essere capaci di fronte ai disagi della gravidanza, ai dolori del parto, all’allattamento e alla crescita di un figlio. Ma nessuna di noi è emotivamente preparata ad affrontare una situazione tanto dolorosa.

Nonostante questo siamo donne, e in quanto donne, ci riprendiamo da cose indicibili quando si tratta di salvare la vita di nostro figlio.

Per questo vi raccomandiamo di prepararvi da subito. Imparare tutto il possibile sulla rianimazione cardiopolmonare di un bambino. Se in un momento qualsiasi vi troverete nella difficile situazione di dover assistere vostro figlio o un altro bambino, trattenete le lacrime e usate queste informazioni per salvare la sua vita.

Prendete provvedimenti per evitare gli incidenti

Un bebè è un essere vivace e curioso, sempre alla ricerca di avventure. Il suo universo è grande, bello e ricolmo di esperienze.

Ma un bebè non sa misurare il pericolo. Se gli si avvicinasse una belva feroce con l’unico proposito di divorarlo, lui rimarrebbe tranquillo senza alcun tipo di paura, osservando l’animale avanzare rapidamente.

bebè asfissia

La sua voglia di sperimentare e la sua innocenza, unite ai pericoli che può trovare dentro casa, possono dar vita a spiacevoli incidenti.

La prima cosa è mettere a disposizione del bambino uno spazio dove non corra rischi per gattonare, muoversi e esplorare il mondo che lo circonda.

Il suo spazio dovrà contenere giochi adatti alla sua età. Niente soldatini, biglie o tessere di piccole dimensioni che possa portare alla bocca.

Se il suo peluche si è rotto, mettetelo via. Il materiale che contiene può apparirgli interessante e potrebbe metterlo in bocca per vedere che sapore ha.

Prendete queste e altre precauzioni quando non vorrà più restare nel box e preferirà andare libero sul pavimento alla ricerca di qualcosa da masticare.

Come avviene il soffocamento e quali sono le sue conseguenze?

Il soffocamento si produce quando l’ossigeno non riesce ad arrivare ai polmoni permettendo la normale respirazione. 

Questo succede quando le vie respiratorie che normalmente permettono il passaggio dell’aria sono ostruite, a seguito di un corpo estraneo bloccato in gola o dell’affogamento, tra le altre cause.

Tutte le volte che la respirazione si interrompe si produce un blocco cardiopolmonare. Chi assiste il neonato ha pochi secondi per rianimarlo e fare in modo che torni a respirare.

Se non lo fa in tempo il danno cerebrale è irreversibile e nel peggiore dei casi il soffocamento si conclude con la morte.

rianimazione bebè

Un dettaglio da non trascurare mai

Vedendo un bambino che soffoca dobbiamo dirvi, con vostra grande sorpresa, che la prima misura da prendere non è soccorrerlo direttamente.

Con qualche colpetto sulla schiena, ad esempio, potrebbe riuscire ad espellere l’oggetto che gli impedisce di respirare e lo spavento resterà appunto solo uno spavento.

Ma a prima vista non potete valutare la gravità del suo stato. Se vedete che il bambino sta soffocando e siete sole in casa, chiamate rapidamente aiuto.

Quando l’aiuto sta per arrivare, allora sì, potrete fare anche l’impossibile per aiutarlo.

L’asfissia per soffocamento

Se il bebè respira a fatica e sospettate che abbia introdotto un corpo estraneo in bocca o nel naso non provate a tirarlo fuori. Non di rado questo procedimento peggiora la situazione facendo sì che l’oggetto vada ancora più in profondità.

Se vostro figlio fa come per tossire lasciateglielo fare per qualche secondo. Ma non aspettate troppo e mettetelo a testa in giù su uno dei vostri avambracci. Fate leva sui vostri muscoli in modo che la sua testolina si trovi un poco più in basso del suo corpo.

Sostenete saldamente la testa e il collo con la mano dello stesso braccio e dategli dei colpi sulla schiena, tra le scapole, con l’altra mano.

Come rianimare un bebè

Se la tecnica descritta prima non sortisce l’effetto desiderato e, per complicare le cose, il bambino subisce un blocco respiratorio, dovete imparare come rianimarlo.

Il procedimento per rianimare un bebè è simile a quella che si pratica a un adulto, ma con qualche variazione.

Per questo, vi raccomandiamo di posizionare vostro figlio su una superficie dura, a pancia in su.

Successivamente, ponete il dito medio e l’anulare di una mano al centro del suo petto, sullo sterno, al di sotto dei suoi capezzoli. 

Le dita dovranno premere verso l’interno alto del petto circa 30 volte di seguito.

Ogni volta che effettuate una pressione, senza sollevare le dita, lasciate che il petto di vostro figlio riprenda la sua posizione. Poi ricominciate a premere e continuate con questa procedura.

Quando avrete finito con le 30 ripetizioni poggiate la vostra bocca in modo da coprire completamente tanto la bocca che il naso e poi, con delicatezza, soffiate un po’ d’aria nei suoi polmoni. Noterete che il pancino e il petto di vostro figlio si gonfieranno.

Aspettate qualche secondo perché l’aria esca e ripetete il procedimento ancora una volta.

Dopodiché tornate a fare pressioni toraciche come avete fatto prima, e fategli ancora due volte la respirazione artificiale.

Seguite questa procedura tante volte quanto è necessario perché il bimbo reagisca o arrivi l’aiuto che -intelligentemente – avevate chiamato prima.

Ora che avete letto come funziona, informatevi sui corsi pratici che potete effettuare nella vostra città per rianimare un bebè.