L’effetto del taglio cesareo sul corpo della donna

· 13 settembre 2018
Il taglio cesareo sta avendo un impatto sull'evoluzione umana?

“Cento anni fa le donne con il bacino stretto non sarebbero sopravvissute al parto. Adesso sì, e trasmettono il gene del bacino stretto anche alle proprie figlie.” Questa affermazione appartiene a Philipp Mitteroecker uno degli scienziati che studiò l’effetto evolutivo del taglio cesareo sul corpo della donna.

Uno studio che non critica i traguardi medici, spiega lo scienziato, vuole porre l’accento sul concetto di “effetto evolutivo”. Si esprime attraverso le donne dal bacino stretto che riescono comunque a dare alla luce dei figli attraverso il taglio cesareo.

Prima dell’invenzione del cesareo questo tipo di geni non venivano trasmessi di madre in figlia, visto che si poteva morire di parto.

Uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science conclude che la pratica regolare di questa tecnica sta avendo un’impatto sull’evoluzione umana.

L’impatto evolutivo del taglio cesareo

Il taglio cesareo

Secondo gli studiosi, i casi in cui i bebè non entrano nel canale di parto sono aumentati di 30 volte su 1000 dagli anni ’60 e di 36 volte su 1000 nell’attualità.

Scienziati austriaci pensano che questa tendenza continuerà a crescere ma non al punto da arrivare a considerare il parto naturale obsoleto.

“Senza i moderni interventi medici questi problemi erano letali. Dal punto di vista evolutivo si chiama selezione naturale”. Affermò Philipp Mitteroecker del dipartimento di biologia teorica dell’Università di Vienna.

L’effetto evolutivo del bacino stretto

Gli scienziati si chiedono perché il bacino umano non sia andato allargandosi nel tempo. La testa di un bebè è molto grande se comparata con quelli di altri primati. Per questo il parto è più difficile di quello degli scimpanzé, per esempio.

Gli scienziati hanno disegnato un modello matematico utilizzando i dati dell’Organizzazione Mondiale della Salute e altri importanti studi sulle nascite.

Secondo un articolo della BBC, quello che scoprirono è che ci sono in atto forze evolutive opposte. Da una parte c’è un andamento di nascite di bebè più grandi e più sani.

Tuttavia, i bebè più grandi hanno più probabilità di rimanere incastrati durante il parto. Proprio questo atto risultava fatale per la madre e per il bebè fino ad anni non troppo lontani da noi.

“L’altro lato di questa forza evolutiva, è che la tendenza ad avere bebè più piccoli sta scomparendo grazie al ricorso al taglio cesareo.” Spiega Mitteroecker.

I dati mostrano perciò, come il taglio cesareo abbia una funzione evolutiva doppia. Ha influenzato: l’aumento di donne il cui corpo non permette un parto vaginale, e l’aumento di bebè più grandi e sani con maggiori possibilità di sopravvivere e di crescere sani e forti.

La felicità di una madre comincia quando sente una nuova vita crescere dentro di lei, quando ascolta il suo cuore per la prima volta e quando un calcetto le ricorda che non è più sola.

-Anonimo-

Taglio cesareo, una pratica in aumento

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) le nascite previste tramite taglio cesareo sono tra il 10 e il 15% del totale dei parti. Anche se in molti paesi supera addirittura il numero dei parti naturali.

Senza i moderni interventi clinici (il cesareo) le madri con i fianchi stretti erano destinate a morire insieme ai propri piccoli. Pertanto i geni della donna non si sarebbero evoluti e il bimbo anche fosse stato grande non sarebbe comunque sopravvissuto al parto.

Dal punto di vista evolutivo, Mitteroecker afferma che questa è la selezione naturale.

La OMS invece afferma a questo proposito: “Bisogna fare tutto il possibile per fare in modo che tutte le donne che lo necessitino abbiamo un taglio cesareo e cercare di raggiungere un determinato tasso.”

In un documento della OMS si spiega che dal 1985 i professionisti della salute di tutto il mondo hanno considerato che il tasso di tagli cesarei ideale deve oscillare tra il 10 e il 15%.

Al tempo stesso, i cesarei sono sempre più frequenti, sia nei paesi più sviluppati che in quelli in via di sviluppo.

Il taglio cesareo, argomenta la OMS, quando è giustificato dal punto di vista medico, è una pratica molto efficace per prevenire la mortalità materna e perinatale.

Tuttavia i benefici del taglio cesareo non sono dimostrati né nella mamme né nei neonati che non necessitavano la procedura.

Come in qualsiasi altra operazione, il cesareo è associato a rischi a lungo e medio termine che possono protrarsi negli anni successivi all’intervento e possono avere conseguenze sulla salute della donna, del bebè e di una futura gravidanza.