Gifted – Il dono del talento: un film educativo

26 Giugno 2019
Gifted - Il dono del talento è un film che, tra risate e colpi di scena, ci aiuta a scoprire i nostri valori. Fino a che punto siete disposti a spingervi per amore dei figli?

Spesso, ci chiediamo quale sia la scelta educativa per le nuove generazioni. Questi dubbi si moltiplicano quando siamo di fronte a dei bambini con capacità particolari. Tuttavia, quando si parla di educazione, non è sempre tutto bianco o tutto nero. Questo è il punto di partenza su cui si basa il film Gifted – Il dono del talento.

La trama di Gifted – Il dono del talento

Gifted – Il dono del talento è un film americano del 2017 diretto da Mark Webb. La protagonista è Mary (McKeena Grace), una simpatica ragazza con capacità eccezionali.

Mary, oltre a dire sempre quello che pensa, sembra aver ereditato la “lingua tagliente” di suo zio Frank (Chris Evans).

Per volere della madre, la famiglia conduce una vita normale in una piccola cittadina americana. Ma quando la protagonista inizia la scuola, tutto cambia a causa delle sue particolari capacità per la matematica.

La sua battaglia tra essere una ragazzina “normale” o sfruttare il suo potenziale raggiunge il cuore di tutti i genitori. Chiunque, ad un certo punto della vita, potrebbe trovarsi nella situazione della ragazzina, dello zio, della nonna o del vicino di casa. In questi casi, qual è la cosa giusta da fare?

Scena del film Gifted
Fonte: www.eldebatedehoy.es

Gifted – Il dono del talento, una riflessione sulle priorità

Frank vuole che Mary si integri a scuola, abbia degli amici e si diverta. Lei ci prova, ma appena le sue abilità vengono alla luce, le persone che le stanno intorno e quelle che conosce cominciano a trattarla in modo diverso. Chi ha ragione? Sua nonna o lo zio Frank?

La nonna e gli studi

La nonna della protagonista, date le sue eccezionali capacità, dà la priorità agli studi rispetto allo sviluppo personale. Mary viene messa in una classe con ragazzi molto più grandi di lei. La differenza di età tra la ragazzina ed i suoi compagni di classe la farebbe crescere prematuramente.

Senza dubbio, lo studio è importante. Ma educare significa solo studiare? Il questo caso, il prezzo da pagare è alto: crescere con delle carenze a livello sociale e affettivo.

Lo zio e un’infanzia normale

Frank, nel corso degli anni, ha soddisfatto le curiosità di Mary ha curato l’aspetto affettivo della relazione con lei. Non hanno avuto una vita agiata, ma entrambi apprezzano le piccole cose. Nella sua cerchia di amici Mary ha delle persone di ogni tipo che la trattano come una ragazzina normale.

Anche se in una scuola normale Mary non è in grado di sviluppare appieno il suo potenziale, nel film questa è vista come una opportunità per sviluppare e rafforzare le relazioni affettive e sociali. Parlare e avere a che fare con persone diverse aiuta i bambini ad imparare a relazionarsi poco alla volta, preparandoli per il loro futuro.

Chi insegna a chi?

A volte, pensiamo che i bambini, proprio per la loro condizione, non abbiano abbastanza esperienza per sapere cosa vogliono. Per certi aspetti potrebbe essere così, ma ci sono dei momenti in cui ci danno delle lezioni di vita.

Una scena del film Gifted
Fonte: www.macguffin007.com

Mary ci aiuta a riscoprire quei valori che riteniamo scontati e ai quali non diamo l’importanza che meritano. La cosa più importante per un bambino, o un adulto, è sentirsi amato. C’è una frase del film che riassume perfettamente quello che abbiamo appena detto:

Lui [Frank] mi amava prima di scoprire che io fossi intelligente.

Mary riesce a capire chi la vuole per interesse e chi la ama incondizionatamente. Questo è probabilmente uno degli insegnamenti più difficili da imparare durante la vita.

Inoltre, le relazioni che hanno i diversi personaggi con lei, ci insegnano che col tempo perdiamo la capacità di ascoltare ed entrare in empatia con gli altri. A volte è meglio mettere da parte le nostre opinioni e ascoltare gli altri senza nessun tipo di pretese. Questo atteggiamento ci aiuterà a scoprire cose che non sapevamo. C’è un grande differenza tra sentire ed ascoltare.