La tettonica delle placche spiegata ai bambini

9 Gennaio 2020
La tettonica delle placche è una delle teorie scientifiche di maggior rilievo tra quelle formulate nel XX secolo. Riesce a spiegare i movimenti della crosta terrestre e i processi di trasformazione della Terra.

La Terra è un’entità viva e in costante cambiamento. Ci sono mutamenti che si sviluppano nel corso di centinaia di anni, ma che per il nostro pianeta rappresentano solamente pochi istanti, se pensiamo ai 4,543 miliardi di anni nei quali si stima la sua età. Montagne, pianure, eruzioni vulcaniche… Tutti questi movimenti vengono descritti in questo articolo dedicato alla tettonica delle placche spiegata ai bambini.

Che cos’è la tettonica delle placche? Ecco come può essere spiegata ai bambini

La tettonica delle placche è una teoria scientifica che ci descrive il modo in cui si trasforma la Terra e si riorganizza la superficie terrestre, ossia la litosfera, in un processo continuo di creazione e distruzione. Dan McKenzie è stato una delle figure centrali nella formulazione delle teorie riguardanti la formazione delle montagne e degli abissi marini. Da allora sono ormai passati più di 50 anni, durante i quali è stato necessario attendere che la tecnologia moderna potesse mostrarci in che modo si è formata la Terra.

La Terra è costituita da quattro strati, liquidi e solidi, e circondata da una sfera gassosa: la geosfera, la biosfera, l’idrosfera e l’atmosfera. Per comprendere la tettonica delle placche così come viene spiegata ai bambini, in questo articolo ci limiteremo a parlare dei substrati della geosfera:

  • Nucleo della Terra: viene chiamato anche “endosfera”. È formato da una parte interna solida e da uno strato esterno liquido.
  • Astenosfera: substrato formato da rocce solide sottoposte a elevate temperature e pressioni, cosa che gli conferisce una notevole duttilità. Le placche della litosfera galleggiano al di sopra di questo strato.
  • Mantello terrestre: rappresenta la maggior parte del pianeta. È situato tra la crosta terrestre e lo strato esterno del nucleo. Si suddivide in: mantello superiore, zona di transizione e mantello inferiore.
  • Litosfera: è il substrato solido della Terra che segue il mantello terrestre e precede la crosta, anche se si potrebbe affermare che la parte superiore, il mantello e la crosta terrestre facciano parte della litosfera.
  • Croste oceanica e continentale: si tratta dello strato più esterno della geosfera e, in proporzione, del più sottile.
le placche principali che formano la litosfera

Dove si trovano le placche tettoniche? La tettonica delle placche spiegata ai bambini

La litosfera è formata da almeno 57 placche rigide di diverse misure: 15 grandi o principali e 42 di minore importanza. Le collisioni che si verificano come conseguenza del loro movimento sono i responsabili del rimodellamento della crosta terrestre, in funzione delle loro interazioni ai bordi delle placche. Le più importanti sono le seguenti: africana, antartica, indo-australiana, eurasiatica, nordamericana, pacifica e sudamericana.

Come si muove la litosfera?

Il movimento delle placche tettoniche è dovuto alle correnti convettive e alla forza di gravità. Come è stato detto in precedenza, l’astenosfera è uno strato plastico sul quale giace la litosfera. Quando si riscalda, una parte delle rocce viene sottoposta a scioglimento, favorendo così il movimento delle placche e l’ascesa di questi materiali, ora dotati di una densità inferiore, che, raffreddandosi, tornano a sprofondare. Questo fenomeno prende il nome di “correnti convettive”.

Le placche sono, pertanto, porzioni di terra rigide che fluiscono in maniera indipendente al di sopra dello strato liquido dell’astenosfera e nei cui margini si verificano i sismi e i vulcanismi. Questi margini possono essere di tre tipi, in funzione del movimento relativo delle placche litosferiche: divergenti o dorsali (di separazione), convergenti o fosse (di avvicinamento) e conservativi o faglie trasformi (parallele).

Rimodellamento della crosta ai margini delle placche tettoniche

John Tuzo, geologo e geofisico canadese, è stato un altro dei principali autori della teoria della tettonica delle placche. Grazie alle sue ricerche pionieristiche sulle faglie trasformi è riuscito a spiegare gli spostamenti perpendicolari e paralleli ai bordi, facendo luce, così, sui fenomeni che si sviluppano ai margini delle placche.

Margini convergenti

Si verificano quando il movimento delle placche tettoniche fa sì che queste ultime collidano frontalmente, provocando la nascita di un rilievo. È in questo modo, per esempio, che 55 milioni di anni fa si è formata la cordigliera dell’Himalaya, in seguito a una collisione tra le placche dell’Asia e dell’India.

Questi fenomeni possono verificarsi anche quando una placca oceanica si immerge al di sotto di una continentale. In questi casi, la crosta viene distrutta in un processo definito “subduzione”. La placca continentale, invece, si solleva, generando catene montuose in prossimità del mare, come quella delle Ande, mentre quella oceanica si fonde quando raggiunge l’astenosfera e ascende sotto forma di lava attraverso i vulcani.

secondo la teoria delle tettonica a zolle, la nascita di rilievi e depressioni è provocata dai movimenti delle placche che formano la litosfera

Margini divergenti nella tettonica delle placche

Se le placche che si separano sono oceaniche, nella terra si crea una cavità, simile a un crepaccio, e questo spazio viene occupato dalle rocce magmatiche che affiorano sulla superficie della crosta, creando della nuova crosta oceanica. In questo modo si formano le dorsali oceaniche (rilievi sottomarini) che uniscono gli oceani.

Se, al contrario, a separarsi sono due placche terrestri, ciò a cui danno origine è una profonda depressione, come la Great Rift Valley (o Grande fossa tettonica), che, con il trascorrere del tempo, nel volgere di milioni di anni, porterà alla separazione della zona orientale del continente africano.

Margini trasformi

In queste zone, le placche non collidono, ma il loro movimento è parallelo e contrario. Questo fenomeno provoca movimenti sismici, alcuni impercettibili, mentre altri dagli effetti imponenti, come i terremoti (per esempio, quello del Cile del 1960, con una magnitudo di 9,5 della scala Richter) oppure dagli tsunami (come quello dell’Indonesia del 2004, con una magnitudo di 9,3 gradi). Una delle faglie trasformi più importanti del pianeta è quella di Sant’Andrea.

“Sappiamo che le placche che si muovono più rapidamente, quelle che si espandono con maggior velocità, presentano dorsi molto lunghi, larghe porzioni di litosfera che circolano al di sotto delle fosse oceaniche”.

– Tony Watts (geologo) –

Il nostro auspicio è che questa semplice sintesi della teoria della tettonica delle placche spiegata ai bambini possa esservi utile per aiutarli a comprendere i fenomeni che provocano le trasformazioni della superficie della Terra.

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