Come evitare il consumismo compulsivo nei bambini

26 Gennaio 2020
Evitare il consumismo compulsivo nei bambini è un compito difficile. Ogni giorno di più, la pubblicità si insinua nella vita di tutti e il suo accesso al pubblico infantile è sempre più facile. Come evitare tutto ciò?

Il consumismo compulsivo nei bambini è sempre più diffuso, nei paesi sviluppati. Sappiamo bene che qualunque attività svolta in maniera compulsiva è nociva per la salute di chi la realizza. Come possiamo evitare il consumismo compulsivo nei bambini? Esistono dei mezzi in grado di aiutarci a porre fine a questo problema?

In particolar modo durante i periodi di festa, il consumismo nei bambini aumenta, se possibile, ancor di più. In questi momenti, sono molto più numerosi gli stimoli offerti dal consumismo di massa, come quelli proposti dall’influenza della famiglia, dagli amici di scuola e dai mezzi di comunicazione, attraverso Internet e la televisione.

Siamo costantemente sottoposti a un bombardamento che ci spinge a comprare, anche e soprattutto quando non avremmo alcun bisogno di farlo. L’arrivo del Natale, poi, vede un coinvolgimento ancora superiore del settore infantile: all’atto pratico, la maggior parte degli spot televisivi sono rivolti a questo tipo di pubblico.

Sì, amiche e amici, il natale ci porta sicuramente molte cose buone, come la possibilità di trascorrere del tempo insieme alla famiglia riunita, ma comporta anche alcuni aspetti negativi, perché ci rende schiavi del consumismo. Siamo dei veri e propri compratori compulsivi.

“Il consumismo è fortemente radicato nella pubblicità di massa e nell’offerta bombardante che ci crea falsi bisogni”.

– Enrique Rojas –

l'offerta del mercato e il bombardamento pubblicitario rendono sempre più difficile evitare il consumismo compulsivo nei bambini

Nati per comprare

Voglio questo, voglio quest’altro, voglio quello, voglio, voglio, voglio… Probabilmente sono queste le parole più usate dai bambini, al giorno d’oggi. Sono abituati a chiedere e ottenere tutto ciò che desiderano, ogni volta che lo chiedono.

A poco a poco, si trasformano in compratori compulsivi, al punto che evitare il consumismo compulsivo nei bambini diventa un compito davvero difficile. Senza che ce ne rendiamo conto, stiamo creando degli autentici e perfetti consumisti.

Nel libro di David Buckingham The Material Child: Growing Up in Consumer Culture (trad. lett., “Il bambino materialista – Crescere nella cultura del consumismo”), l’autore afferma che la produzione su vasta scala di beni specificamente rivolti ai bambini, come libri, giocattoli e giochi, può essere fatta risalire al secolo XVIII (PLUMB, 1982).

Anche se i manuali educativi, i giocattoli e i vestiti per i figli della nobiltà e della ricca borghesia venivano già prodotti nel secolo XVI (LUKE, 1989).

Lo sviluppo della cultura del consumismo infantile ha subito un processo di accelerazione intorno alla metà del secolo XIX,parallelamente alla nascita delle nuove idee postromantiche sull’infanzia.

Proprio mentre i bambini venivano riconosciuti come un gruppo distinto e speciale, puro e innocente, che richiedeva un’attenta protezione, allo stesso tempo si è giunti a considerarli un potenziale bacino di utenza del mercato.

Lo sfruttamento di questo mercato potenziale non ha subito alcuna interruzione. Per quanto possiamo credere che si tratti di un fenomeno recente, non c’è alcun dubbio che da tempo i bambini vengano assaliti da una pubblicità che è sempre più aggressiva.

Al punto che finiscono per voler comprare tutto ciò che vedono o, ancora peggio, comprano tutto ciò che compare nei mezzi di comunicazione di massa.

“La natura del consumismo è quella di divorare tutto il mondo. Il consumatore è un eterno bambino aggrappato al seno che piange reclamando il proprio biberon. Si tratta di un fatto evidente in fenomeni patologici, come l’alcolismo e la dipendenza da droghe”.

– Erich Fromm –

per evitare il consumismo compulsivo nei bambini è necessario insegnare loro la differenza tra necessità e capriccio

6 modi per evitare il consumismo compulsivo nei bambini

Nelle righe che seguono vi offriamo alcuni suggerimenti per l’insegnamento di un consumo responsabile ed evitare così il consumismo compulsivo nei bambini:

  1. È necessario insegnare loro la differenza tra ciò che costituisce una necessità e ciò che invece è solamente un capriccio. Possiamo porre domande del genere: “Perché pensi che sia necessario?”. “A che cosa ti servirà?”. “È indispensabile per svolgere un compito specifico?”.
  2. Sarebbe bene insegnare loro come amministrare la propria paghetta. Fare sì che imparino a risparmiare, in modo che, se spendono tutto in un unica soluzione, non avranno altro denaro per un po’ di tempo. Regalare loro un salvadanaio sarebbe una buona idea. In questa maniera potremmo aiutarli a imparare a desiderare le cose, ad avere un obiettivo e a ottenere ciò che desiderano.
  3. Non c’è nulla di più soddisfacente che ottenere qualcosa attraverso i propri mezzi. Possiamo far vedere ai bambini quanto lavoro è necessario per guadagnare il denaro. Una maniera per farlo potrebbe consistere nel pagarli per alcuni favori o lavori domestici che svolgono.
  4. Imparare a riciclare e riutilizzare gli oggetti che, apparentemente, non servono più o sono caduti in disuso. Se fosse possibile, sostituire gli oggetti comprati con oggetti fabbricati a mano. Sarebbe interessante che costruissero loro stessi i propri giocattoli.
  5. Far vedere loro come agisce la pubblicità. Fare in modo che si rendano conto del modo in cui i produttori e i diversi agenti pubblicitari utilizzano dei trucchi per vendere determinati prodotti. In questa maniera incoraggeremo il bambino a non fermarsi alla prima cosa che vede, ma stimoleremo la sua capacità di cercare informazioni, confrontarle e, in questo modo, imparare a scegliere per il meglio.
  6. In definitiva, saper mostrare ai bambini il valore delle cose.
  • Buckingham, D. (2013). La infancia materialista. Crecer en la cultura consumista. Ediciones Morata.
  • Freitas, A. A. F., & Apolônio, L. P. M. (2015). Nascidos para comprar: notas sobre o consumismo infantil. Zero-a-Seis17(32), 210-223.