Tutto su placenta, cordone ombelicale e sacco amniotico

22 Novembre 2019
Placenta, cordone ombelicale e sacco amniotico sono organi fondamentali per la sopravvivenza del feto.

Lo sviluppo del feto all’interno dell’utero richiede un sistema di sostegno vitale composto da placenta, cordone ombelicale e sacco amniotico. Questo sistema è responsabile di mantenerlo in vita, pur consentendo la sua crescita. Ogni componente si forma durante la gravidanza e ha una funzione specifica ed essenziale.

Placenta, cordone ombelicale e sacco amniotico appartengono solo ed esclusivamente ad una gravidanza specifica. Pertanto, non sono organi riutilizzabili. Va notato che questi organi non intervengono in nessun altro processo.

Se la madre rimane di nuovo incinta, si formerà un nuovo sistema. Nel caso in cui si tratti di una gravidanza multipla, può verificarsi la condivisione della placenta solo nel caso dei gemelli omozigoti. Nella maggior parte dei casi, i feti hanno sacchi diversi e ciascuno il proprio cordone ombelicale.

In questo articolo, parleremo nel dettaglio del funzionamento di placenta, cordone ombelicale e sacco amniotico durante la gravidanza e spiegheremo come funziona questo straordinario sistema di organi che crea la vita.

Placenta, cordone ombelicale e sacco amniotico: a cosa servono?

Foto di un feto davanti alla pancia
Placenta

La placenta è un organo che aderisce all’utero e si collega al feto attraverso il cordone ombelicale. La sua funzione è quella di produrre gli ormoni della gravidanza, ad esempio gonadotropina corionica umana hCG. Produce anche progesterone ed estrogeni.

Inoltre, la placenta mantiene stabile l’afflusso di sangue tra madre e figlio. Infatti, il sangue che circola attraverso il feto proviene dalla madre, ma gestito dalla placenta. Attraverso questo sangue, l’ossigeno e i nutrienti della donna incinta vengono trasferiti al feto.

D’altra parte, anche il materiale di scarto che proviene dal feto viene trasportato dal sangue. Tuttavia, questi prodotti non si mescolano tra loro, grazie all’azione della placenta. Dopo la nascita del bambino, la placenta viene espulsa, perché la sua funzione termina in quel momento.

Il mal funzionamento di questo organo può causare gravi danni al feto. Inoltre, man mano che il feto si sviluppa, aumenta la pressione sulla placenta, cosa che può provocare emorragie e altre complicazioni.

Cordone ombelicale

Cordone ombelicale e bambino nell'utero

Il cordone ombelicale è la linea di connessione vitale tra la placenta e il feto. Come abbiamo detto prima, la placenta gestisce la circolazione del sangue tra madre e figlio. Da parte sua, il cordone ombelicale è responsabile di trasportare le informazioni corrispondenti, agendo da ponte.

Questo organo è composto da vasi sanguigni, che consistono in una coppia di piccole arterie e una grande vena. Le due arterie sono responsabili di trasportare il sangue alla placenta, mentre la vena riporta il sangue al feto.

Il cordone ombelicale può crescere fino a raggiungere circa 60 centimetri. Lo scopo della sua lunghezza è che il bambino possa muoversi liberamente. Inoltre, la sua composizione gli consente di resistere ai potenziali danni causati dai movimenti fetali.

Dopo il parto, il cordone ombelicale viene fuori attaccato al bambino e alla placenta, non alla madre. Viene tagliato, quindi la maggior parte viene scartata. L’altra estremità guarisce sulla pelle del bambino, dando origine all’ombelico.

Sacco amniotico

Il sacco amniotico è un organo pieno di liquido amniotico. La sua funzione è quella di ospitare il feto durante l’intero processo di gravidanza: sarà la casa del feto per 9 mesi ed è indispensabile per la sua sopravvivenza. Nel sacco amniotico il bambino si sviluppa a livello fisico e cerebrale.

La sua composizione è ideale per il feto, consentendogli al contempo mobilità e protezione contro le azioni esterne. Si ritiene che le condizioni ideali del sacco amniotico si aggirino ad una temperatura approssimativa di 37,6 ° C. Per una maggiore efficacia, è necessario che questa temperatura sia di qualche decimo superiore a quella della madre.

Donna incinta al tramonto

Il liquido presente nel sacco amniotico aumenta con l’avanzare della gravidanza. Durante la decima settimana vengono stimati 30 ml di liquido. Verso la 36a settimana, il liquido sarà aumentato a circa un litro.

Questo fluido non lascia l’organismo materno fino al momento del parto, esce perfino prima del bambino. Si tratta della prima volta in cui il bambino esce da un ambiente liquido. Tuttavia, il bambino ha bisogno anche della placenta e del cordone ombelicale, che completano il suo sistema vitale.

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