La stimolazione prenatale è importante?

· 29 Dicembre 2018
Gli impulsi che i feti ricevono dal mondo esterno esercitano una grande influenza sul loro sviluppo. Ecco perché la stimolazione prenatale è così importante.

I bebè possono sentire molte cose fin da quando si trovano nell’utero materno. Per questa ragione si ricorre spesso alla stimolazione prenatale. Tuttavia, si tratta di una pratica piuttosto recente, motivo per il quale molte madri del mondo non l’hanno ancora adottata. Gli esperti, però, spiegano che è importante metterla in pratica.

È noto che il feto umano è in grado di sentire i suoni sin dalle prime sedici settimane di gestazione. Inoltre, può sentire cambiamenti che si verificano nel mondo esterno. Secondo gli studi, i bebè possono percepire la stimolazione prenatale con maggiore chiarezza quando hanno già superato il secondo trimestre di vita, perché in questa fase la maggior parte dei loro sensi sono già sviluppati.

Gli stimoli principali che il bebè riceve quando si trova ancora nell’ambiente uterino vengono percepiti per mezzo dell’udito. Per questa ragione, si raccomanda di parlargli, cantare e fargli ascoltare della musica, perché si tratta di azioni che possono influire sulla crescita del piccolo. Si ritiene anche che il bebè sia in grado di vedere, anche se poco chiaramente, e sia capace di percepire determinate variazioni nella tenue luce che penetra nell’oscurità del ventre materno.

Come influisce la stimolazione prenatale sulla crescita del bebè?

Secondo le spiegazioni fornite dal dottor Jorge Sandoval, ginecologo, è molto importante che realizziamo una stimolazione prematura, perché promuove il rinsaldarsi dei principali vincoli tra il bebè e la sua famiglia. Inoltre, è stato verificato che la stimolazione prenatale favorisce lo sviluppo fisico, emotivo, mentale e sensoriale del piccolo. In modo particolare quest’ultimo aspetto, perché i suoi sensi si attiveranno di fronte a qualunque stimolo.

Esistono determinati stimoli che, anche se sono di natura fisica, possono essere percepiti dal bebè da un punto di vista differente. Per esempio, quando accarezziamo la nostra pancia, stiamo trasmettendo una sensazione che arriverà al feto in maniera diversa. In generale, queste espressioni funzionano come accompagnamento del processo, permettono che il bebè nell’utero non si senta solo e consentono ai suoi sensi di essere più sviluppati, al momento della nascita.

Maggiore è il numero delle connessioni affettive che si sviluppano durante la gestazione, maggiori sono le probabilità che il bebè si adatti più facilmente alla vita extrauterina. Potrebbe riconoscere le voci che ascoltava dall’interno dell’utero e, di conseguenza, tranquillizzarsi più rapidamente e percepire lo stesso affetto di sempre.

Secondo il dottor Sandoval, la stimolazione prenatale è associata anche allo sviluppo dell’intelligenza,perché entra a fare parte della formazione e della crescita neurologica, attraverso le connessioni che si sviluppano in questa fase. In questo senso, fin dai primi quattro mesi di gestazione, il bambino stabilisce un collegamento e inizia ad apprendere dal mondo esterno, attraverso l’apparato uditivo, che a sua volta viene favorito quando riceve musica e suoni gradevoli.

Tuttavia, così come può ricevere gli stimoli positivi, il bebè è in grado di percepire anche sensazioni non molto sane. Per esempio, le discussioni familiari, lo stress lavorativo o le situazioni che alterano la quiete della madre. Per questa ragione è importante mantenere la tranquillità e ricordare che dopo ogni momento di stress dobbiamo stimolare il bebè attraverso sensazioni positive e rassicuranti.

Stimolazione prenatale dei sensi

Il corretto sviluppo dei sensi del bebè è molto importante per fare in modo che fin dalla nascita sia preparato ad affrontare tutti i cambiamenti a cui si troverà di fronte nel corso della sua nuova vita. L’ambiente nel quale arriva il neonato è completamente differente da quello nel quale si è sviluppato il feto. Per questa ragione è importante che conosca in anticipo alcuni suoi aspetti: per esempio, che sappia almeno riconoscere determinati suoni.

Altri sensi che si sviluppano durante la gestazione sono il gusto, l’olfatto e il tatto. Fanno la loro comparsa, infatti, tra le prime 11 e 13 settimane di gravidanza. Attraverso la placenta, il feto è raggiunto da sostanze di diversi odori e sapori. Questo fenomeno ci consente di realizzare una stimolazione attraverso gli alimenti che consumiamo: più saranno saporiti, meglio sarà.

Contemporaneamente allo sviluppo dell’udito, inizia anche a formarsi la vista. Per verificare l’attivazione di questi sensi, gli esperti hanno effettuato esami agli ultrasuoni grazie a quali hanno notato variazioni nel ritmo cardiaco del bebè. Inoltre, è possibile visualizzare l’attività cerebrale del feto, in presenza di stimoli visivi e uditivi.

Il bebè può reagire anche in seguito al movimento della madre o allo stato d’animo in cui lei si trova,  a causa dell’alterazione che fa la sua comparsa in determinati casi. In altre parole, alcune sostanze prodotte dall’organismo in situazioni di stress possono stimolare alcuni meccanismi in grado di alterare il ritmo cardiaco, la pressione arteriosa o la respirazione della madre.