Le punizioni fisiche nell’infanzia si ripercuotono sull’età adulta

· 16 agosto 2017

Da quando il medico ci dice “sarete genitori” nasce una grande quantità di interrogativi che ci poniamo quotidianamente, dato che non disponiamo di un manuale di istruzioni sull’educazione dei figli. Uno degli errori più frequenti che commettiamo come genitori è questo: le punizioni fisiche nell’infanzia.

Il modo in cui educhiamo i nostri figli nasce dalla nostra stessa educazionetutto comincia con le abitudini che abbiamo radicate in noi da quando eravamo bambini. Da questo dipendono la nostra personalità, il modo di pensare, la visione della vita, il carattere e i traumi psicologici.

Le punizioni sono normali, dal momento in cui i nostri figli raggiungono un’età in cui ragionano sui loro atteggiamenti buoni o cattivi. Un cattivo comportamento va sanzionato, ma non con una punizione tale da trasformarsi in motivo per ulteriori atti di disobbedienza.

Non dobbiamo riflettere sui nostri figli il modo in cui i nostri genitori ci hanno educato

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Tutti i genitori hanno un’idea di educazione, ma non tutti adottiamo le stesse abitudini. Siamo noi a decidere come, dove e quando. A rimproverare, punire ed insegnare. In che modo? Lo scopriremo col passare del tempo, molte volte in maniera corretta e altre meno.

L’educazione deve basarsi prima di tutto su comunicazione e rispetto reciproco: anche se esercitiamo un potere per il fatto di essere genitori e persone adulte, i bambini meritano questo stesso rispetto.

Punizioni fisiche: le conseguenze da piccoli

Tutti i giorni sentiamo le stesse cose da diversi genitori: “Non so cosa fare. Lo punisco con le botte? Come faccio a fargli capire il rispetto?”.

Ci troviamo tra l’incudine e il martello, non vediamo alternative e passiamo le giornate giocando a “se ci provi, le prendi”, “se lo rifai, le conseguenze saranno ancora peggiori di quelle di oggi”.

Cadiamo in questo errore, ma pensiamo alle conseguenze che ciò sta causando nei bambini? Forse no, e quando decidiamo di rivedere il nostro modo di educarli, è tardi, e i bambini stanno già attraversando tutto questo:

  • Adottano atteggiamenti violenti di fronte a qualsiasi situazione che si presenta loro, anche quelle con i loro stessi genitori.
  • Di fronte alle punizioni fisiche, creano un muro, bloccano nella loro mente qualsiasi comportamento positivo.
  • La loro autonomia può crollare.
  • L’autostima a poco a poco diminuisce, provocando pensieri negativi verso loro stessi.
  • I sentimenti di rabbia, rancore, dolore e voglia di uscire di casa aumentano ogni volta che subiscono una punizione fisica.
  • Creano un loro proprio mondo, e da quel momento la comunicazione con i genitori diventa quasi nulla.
  • Cominciano ad avvertire difficoltà ad integrarsi socialmente.
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Conseguenze che solo voi, come madri, potete decidere fino a che punto far arrivare. La cosa certa è che più punizioni fisiche esistono nella vita del vostro piccolo, maggiori saranno le conseguenze nell’età adulta.

Punizioni fisiche: le conseguenze da adulti

Come genitori molto spesso non abbiamo dimenticato o accettato il modo in cui siamo stati educati. Commetteremo gli stessi errori con i nostri figli? La repressione sentimentale e psicologica creerà la personalità che avranno in futuro.

Una volta adulti, questa idea errata di educazione crea queste conseguenze:

  • Si è cresciuto un cittadino rassegnato e condizionato ad essere sempre vittima
  • I legami familiari sono più facili da rompere, molte cose perdono importanza, alla violenza si risponde con la violenza
  • Le sue azioni nei confronti della società sono violente all’80%, non sa controllare i propri impulsi. Vivrà passando da un combattimento ad un altro!
  • Genera nella sua mente una doppia morale, farà lo stesso con i suoi figli e con altri bambini
  • Si adatta difficilmente a situazioni diverse
  • Il rispetto per i suoi genitori non esiste, o esiste con un elevato grado di risentimento

Le punizioni fisiche nell’infanzia si ripercuotono sull’età adulta, quello che siamo come persone lo dobbiamo unicamente all’educazione ricevuta. Ma bisogna sforzarsi di accettare che, se è stata dura, la cosa migliore da fare è riprendersi e lottare perché oggi sia diverso, imparare da quanto è accaduto e trasformare le conseguenze in virtù.