Allergia alle proteine del latte vaccino nei bambini

Oggi vi spiegheremo cos'è l'allergia alle proteine del latte vaccino e come distinguerla dall'intolleranza al lattosio.
Allergia alle proteine del latte vaccino nei bambini

Ultimo aggiornamento: 18 gennaio, 2021

Sapevate che una delle allergie più comuni nei bambini è l’allergia alle proteine del latte vaccino? È una delle prime a manifestarsi, perché il latte vaccino è uno degli alimenti che viene introdotto prima che il bambino raggiunga i 12 mesi di età (e solo dopo il resto degli alimenti allergenici). Ciò consente di individuare subito questa allergia e di iniziare il trattamento il prima possibile per evitare possibili complicazioni.

L’allergia alle proteine del latte vaccino colpisce il 2% dei bambini e tende a persistere nell’età adulta. La cosa importante è differenziarla dall’intolleranza al lattosio, perché in questo caso il numero di alimenti da evitare è maggiore. Per questo motivo, vi consigliamo di stare molto attenti e di informare la scuola, soprattutto se il bambino rimane a mangiare lì.

Volete sapere come individuare l’allergia alle proteine del latte e come agire nel caso di una reazione inaspettata? Cosa può mangiare il bambino? Come bisogna preparare il cibo per evitare una reattività crociata? In questo articolo, cercheremo di rispondere a queste domande.

Bambino che ha dolore allo stomaco dopo aver bevuto del latte.

Diagnosi e sintomatologia dell’allergia alle proteine del latte vaccino

Bisogna considerare il fatto che questa allergia non è altro che una risposta del sistema immunitario. Quindi, il rilevamento si effettua facendo l’esame degli anticorpi IgE nel sangue. Detto questo, ci sono due tipi di analisi che si possono fare: il prick test e le analisi del sangue.

Il prick test consiste nell’iniettare l’allergene sotto la pelle ed osservare se compaiono delle protuberanze rosse e pruriginose. Nel caso dei bambini questo metodo è meno invasivo e per questo motivo è il più utilizzato. L’analisi del sangue consente di valutare la reazione delle cellule del sangue alle proteine del latte.

Bisogna valutare questi test alla luce della storia medica individuale e familiare del bambino, all’età in cui insorge l’allergia e al tempo trascorso tra l’ingestione dell’allergene e la manifestazione dei sintomi.

In genere, i sintomi dell’allergia alle proteine del latte vaccino sono: prurito, arrossamento della pelle, nausea, vomito, diarrea, dolori addominali o difficoltà e dolore a respirare. Tutti questi sintomi appaiono dopo poche ore dall’assunzione dell’allergene.

Trattamento dietetico

A differenza dell’intolleranza al lattosio, i latticini non sono i soli responsabili dell’allergia alle proteine del latte vaccino. In questo caso sono coinvolti anche la carne di vitello ed i derivati come hamburger, salsicce, ragù, ecc.

Inoltre, c’è una grande somiglianza tra le proteine del latte e quelle della carne di capra e pecora. Pertanto, bisogna evitarle come qualsiasi fonte di lattoglobulina e caseina.

Queste proteine si trovano nelle salse, nelle conserve, nei cibi pronti, nel cioccolato, nel cacao, nei cereali, in alcuni tipi di pane, nelle salsicce e nei dolci. In genere, si usano come additivi e sono presenti anche nei saponi, nelle creme per il corpo e nei medicinali. Pertanto, prima di acquistare un prodotto, vi consigliamo di leggere bene le etichette e di informarvi col venditore perché è obbligatorio dichiarare la presenza di queste proteine.

Tuttavia, si possono trovare delle tracce anche in altri alimenti. Ciò è dovuto alla contaminazione crociata causata dal non avere linee di produzione diverse. Quindi, se non siete sicuri che il prodotto che state per comprare sia privo delle proteine del latte vaccino, è meglio non acquistarlo.

Infine, ricordatevi di usare stoviglie diverse per gli alimenti che non contengono questi allergeni e gli altri. Inoltre, preparate gli alimenti in zone diverse e pulite bene tutte le superfici e le pentole dopo l’uso.

Alternative nutrizionali per i bambini con allergia alle proteine del latte vaccino

Per quanto riguarda i latticini, avete a disposizione degli alimenti idrolizzati in cui sono state eliminate le proteine che causano l’allergia. Oppure, potete optare per delle bevande vegetali, purché teniate conto dei seguenti consigli:

  • Si consiglia di introdurre le bevande a base di soia solo dopo i 12 mesi.
  • Le bevande a base di riso sono sconsigliate perché contengono grandi quantità di arsenico, un minerale tossico presente nel terreno di coltivazione di questo cereale.
  • Il resto delle bevande, come quelle a base di avena o frutti secchi, si possono consumare senza problemi, anche se il valore nutritivo non è come quello del latte. Queste bevande vegetali hanno pochissime proteine, ma si distinguono per il contenuto di carboidrati e grassi di qualità.
  • Scegliete quelle bevande che non hanno zuccheri aggiunti e, se possibile, arricchite con vitamina D e Calcio.
Bambino con il volti pieno di sfoghi a causa di una allergia alle proteine del latte vaccino.

Per quanto riguarda la carne, potete far mangiare a vostro figlio pollo, tacchino e maiale. Inoltre, se inserite degli agrumi e dei peperoni nello stesso pasto, migliorerete l’assorbimento del ferro.

Come convivere con questa allergia

È normale che una volta diagnosticata l’allergia alle proteine del latte vaccino sorgano in voi molte domande, come quelle a cui abbiamo risposto in questo articolo. Il motivo principale dei vostri dubbi è che si tratta di alimenti fondamentali per la crescita ossea e per la prevenzione dell’anemia.

Fortunatamente, esistono altri alimenti che apportano gli stessi benefici. Ad esempio, i broccoli, i cavoletti di Bruxelles, le mandorle, i fagioli, i crostacei, il pesce, ecc.

Bisogna fare attenzione quando si comprano i prodotti alimentari e quando si mangia fuori. In questo caso, vi ricordiamo di informare sempre i ristoratori per scongiurare contatti o ingestioni accidentali di cibi che contengono le proteine del latte vaccino. Per questo motivo, portate sempre con voi dell’adrenalina per ridurre l’impatto dello shock anafilattico che si può manifestare con disturbi respiratori, vertigini, sudorazione, tachicardia.

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