Prolasso del cordone ombelicale: quali sono i rischi?

09 ottobre, 2020
Il prolasso del cordone ombelicale è un problema che può provocare una grande sofferenza fetale. Scopriamo cos'è.

La maggior parte delle gravidanze è portata a termine senza complicazioni. Tuttavia, durante il lungo processo di gestazione, si possono verificare diversi problemi. Uno dei rischi a cui si può andare incontro è il prolasso del cordone ombelicale che può causare una severa sofferenza fetale.

In termini generali, si può affermare che gran parte dei problemi che sorgono in gravidanza possono essere risolti se vengono monitorati con attenzione. Le visite prenatali sono molto importanti durante tutte le fasi della gravidanza.

In genere, i medici fanno molta attenzione al possibile prolasso del cordone ombelicale che può verificarsi durante la gravidanza o durante il travaglio. Tuttavia, questo tipo di complicanza è più frequente durante il travaglio e, nella maggior parte dei casi, non ha gravi conseguenze. Si stima che almeno in un parto su dieci si possa verificare il prolasso del cordone ombelicale.

Quali sono le cause del prolasso del cordone ombelicale?

Sebbene il prolasso del cordone ombelicale sia più frequente durante il parto, è possibile che si verifichi nelle ultime settimane di gravidanza. Più il bambino si muove, maggiore è la probabilità che il cordone si comprima. In alcuni casi si può verificare una compressione temporanea che, di fatto, è innocua. A volte, la compressione può anche durare per un lungo periodo di tempo, ma senza creare dei problemi.

Durante la sua crescita, il cordone ombelicale subisce molte volte il processo di compressione e stiramento. Questo movimento o quello del bambino non sempre causa la compressione del cordone, ma, a volte, può capitare. Durante il travaglio, è più comune che lo stiramento e la compressione culminino nel prolasso del cordone ombelicale.

Nascita neonato con cordone ombelicale.

È raro che l’attività del bambino nell’utero possa causare la compressione del cordone. Invece, la rottura prematura della membrana tende ad esserne una delle cause principali. A volte, si verifica in una fase prossima alla nascita, ma se accade prima della 32a settimana, la probabilità di compressione può salire fino al 76% dei casi.

Il cordone ombelicale si può comprimere quando entra nel canale del parto (il collo dell’utero) prima del bambino. Ecco perché è più comune che questa compressione si verifichi più frequentemente in questo momento della gravidanza.

Quali sono i rischi del prolasso del cordone ombelicale?

Il cordone ombelicale fa parte del sistema che permette la vita del bambino all’interno dell’utero. Questo organo ha il compito di fornire al feto i nutrienti e l’ossigeno provenienti dalla placenta. Pertanto, quando vi è una compressione per un lungo periodo, può verificarsi una diminuzione del flusso sanguigno e anche una carenza di ossigeno. Gli altri rischi possono essere:

  • Alterazione del ritmo cardiaco del feto correlata alla decelerazione variabile del battito cardiaco. Ciò significa che la frequenza cardiaca del bambino scende al di sotto di 115 bpm per un periodo superiore a 10 minuti. Questa decelerazione è normale se dura pochi minuti, ma non più di 10.
  • Cambiamenti nella pressione sanguigna del bambino.
  • Presenza e accumulo di anidride carbonica nel sangue, che può portare a un processo di acidosi respiratoria.
  • Rischio di danni al cervello, a seconda della durata della mancanza di ossigeno.
  • Altre complicazioni di salute causate da possibili episodi di ipossia fetale durante la compressione.
  • La morte del feto.

I danni alla salute del feto dovuti al prolasso del cordone ombelicale dipendono dalla durata di questo processo. Gran parte del rischio riguarda la mancanza di ossigeno che può persino portare alla morte del bambino. Queste possibili complicanze sono rare perché i medici sono in grado di controllare la situazione.

Diagnosi e trattamento

Prolasso del cordone ombelicale: disegno di un bambino nel ventre materno.

Per diagnosticare la possibile comprensione del cordone ombelicale prima del parto, il medico può eseguire almeno un paio di test. Si possono verificare le condizioni del cordone attraverso un doppler fetale o un’ecografia. Senza questi test, è impossibile identificare i possibili segnali che indicano la presenza di una compressione.

Se ci si dovesse trovare di fronte ad un prolasso del cordone ombelicale, il trattamento principale è l’amnioinfusione. Si tratta di un’immissione nella cavità uterina di una soluzione fisiologica. Questa soluzione deve essere a temperatura ambiente per alleggerire la pressione presente nel cordone. Questa procedura è applicabile solo quando il prolasso si verifica durante il travaglio.

Quando siamo di fronte ad una compressione minore in altre fasi della gravidanza, si prova ad aumentare la quantità di ossigeno. Si somministra l’ossigeno alla madre in modo da far aumentare il flusso di sangue nel cordone. In presenza di casi più gravi è richiesto un attento monitoraggio dei parametri vitali del bambino.

Se si verifica che il bambino presenta segni di sofferenza o la sua frequenza cardiaca diminuisce, potrebbero essere necessarie delle misure più drastiche. A seconda dello stadio della gravidanza, può essere praticato un taglio cesareo per salvare la vita del bambino.

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