L’interazione tra gli alunni nell’ambiente scolastico

5 Dicembre 2019
I bambini trascorrono gran parte del proprio tempo a scuola, che di conseguenza si rivela un luogo ideale per insegnare ai più piccoli l'interazione tra gli alunni in maniera sana e rispettosa.

Stabilire relazioni sociali con i propri pari durante l’infanzia e l’adolescenza è fondamentale, per godere di uno sviluppo sano ed equilibrato. Per questo motivo, fin dal periodo scolastico, bisogna incoraggiare l’interazione tra alunni, potenziando le loro abilità sociali, cognitive e linguistiche.

In altre parole, i centri educativi hanno il compito di creare spazi che consentano la collaborazione e la cooperazione tra gli studenti. In questo modo, la scuola diventa una risorsa attiva all’interno del processo di apprendimento, permettendo al bambino di crescere immerso in un clima di diversità che promuove valori diversi, come i seguenti:

  • L’accettazione.
  • Il rispetto.
  • L’inclusione.
  • L’uguaglianza.

“La cooperazione dei bambini tra loro possiede un’importanza grande quanto quanto quella prodotta dall’azione degli adulti”.

– Jean Piaget –

L’interazione tra gli alunni nell’ambiente scolastico

Secondo i pedagogisti che hanno teorizzato l’apprendimento cooperativo, è possibile definire tre tipi di struttura, in funzione del rapporto che si stabilisce tra gli obiettivi scolastici e l’influenza dei compagni sul loro raggiungimento:

interazione tra gli alunni nell'ambiente scolastico: è importante promuovere le diversità culturali

  • Struttura individualista. Gli obiettivi sono individuali: di conseguenza, il lavoro degli altri non influisce sul raggiungimento dei propri obiettivi. In questi casi, ogni alunno viene ricompensato personalmente in base ai propri risultati, indipendentemente da quelli ottenuti dai suoi compagni.
  • Struttura competitiva. Tutti gli studenti perseguono gli stessi obiettivi, che, però, possono essere raggiunti solamente se il resto dei compagni non riesce a conquistarli. In altre parole, questa struttura si basa su un processo di esclusione, nel quale un alunno riceve la ricompensa massima, mentre agli altri sono riservate ricompense minori.
  • Struttura cooperativa. Vengono stabiliti obiettivi comuni che possono essere ottenuti solamente se tutti gli studenti li raggiungono. In questo modo, tutto il gruppo risulta avvantaggiato e ricompensato dai risultati ottenuti.

Tenendo conto di tutto ciò, è possibile dire che l’ideale per favorire una buona interazione tra gli alunni nell’ambiente scolastico consiste nell’applicare una struttura dell’apprendimento di tipo cooperativo, distinta da quella individualista e competitiva della scuola tradizionale. Di conseguenza, è necessario organizzare la classe in modo che la funzione dell’insegnamento ricada sia sul docente che sul corpo studentesco.

“La cooperazione è la piena convinzione che nessuna possa raggiungere la meta se non lo fanno tutti”.

– Virginia Burden –

Formare gruppi eterogenei di interazione

L’interazione tra gli alunni in forma cooperativa comporta il miglioramento dei seguenti aspetti:

Affinché tutto ciò sia possibile, però, è importante che i raggruppamenti creati per il lavoro cooperativo siano:

  • Ridotti: da tre a cinque studenti per gruppo.
  • Eterogenei: composti da alunni dotati di differenti capacità, motivazioni, necessità, ecc.
la formazione di gruppi eterogenei è importante per incoraggiare l'interazione tra alunni nell'ambiente scolastico

In questo senso, è importante segnalare che, per formare questi gruppi dalla diversa composizione, bisogna cercare di mescolare i bambini e le bambine in gruppi distinti. Allo stesso modo, bisogna valutare le possibili compatibilità e incompatibilità tra i compagni di classe. Dopo che si è tenuto conto di queste considerazioni, il docente deve suddividere gli studenti in tre sottogruppi:

  • Quelli che possiedono maggiori capacità di aiutare.
  • Quelli che hanno bisogno di più aiuto per svolgere i compiti scolastici.
  • Il resto degli studenti.

Di conseguenza, bisogna comprendere in tutti i gruppi almeno uno degli alunni appartenenti a ogni sottogruppo. Per esempio, se si forma una squadra di quattro persone, l’ideale sarebbe che fosse composta da un membro dei più capaci, da uno studente che presenta determinati bisogni educativi e da due bambini che, nell’ambito scolastico, si trovano a un livello medio.

In questo modo, il corpo studentesco, oltre ad assimilare conoscenze di tipo scolastico, acquisisce anche abilità utili per socializzare e trattare con persone di altro tipo.

“Se insegniamo ai bambini ad accettare la diversità come un fatto normale, non sarà necessario parlare di inclusione, ma di convivenza”.

– Daniel Comin –

  • De la Corte, C. M. (2017). Relación entre iguales, personalidad y problemas de ajuste en escolares de primaria de Huelva (Tesis doctoral). Huelva: Universidad de Huelva.
  • García-Fernández, J. A. (1993). Interacción entre iguales en entornos de integración escolar: un ensayo de desarrollo profesional con profesores de educación infantil y de EGB(Tesis doctoral). Madrid: Universidad Complutense de Madrid.