Rinunciare a dire no per promuovere un'educazione positiva

La scienza assicura che educare i bambini in modo positivo li aiuta a crescere in modo sano. Attraverso un'educazione positiva, un bambino può diventare un individuo più sano e pronto per affrontare la vita.
 

I genitori possono rinunciare ai no? Certo con un piccolo sforzo e aiuto, sì. In questo articolo vi sveleremo i segreti di una corrente educativa chiamata educazione positiva. Questo modello sostiene che la disciplina può essere insegnata in modo non violento. Si tratta di creare una relazione di rispetto reciproco tra genitori e figli.

Naturalmente ci sono molti altri vantaggi, il principale dei quali è instaurare una relazione più costruttiva. I bambini cresciuti in modo positivo aiutano anche gli altri piccoli. Nel tempo, sviluppano comportamenti sani basati su tolleranza, dialogo e rispetto.

A volte la parola “no” è la prima che esce dalla nostra bocca quando nostro figlio sta imparando a gattonare e camminare e vuole toccare tutto e portarselo in bocca. Molte volte ci nascondiamo dietro un “no” per evitare di dare spiegazioni. È vero che in questo modo stiamo solo cercando di impedire al bambino di farsi del male, ma non è il modo migliore per farli cooperare.

Gli studi indicano che i bambini che ascoltano la parola no molte volte al giorno hanno un linguaggio più povero di quelli che ascoltano risposte positive da parte dei loro genitori. Educare positivamente non significa che cederemo alle volontà del bambino o che lo vizieremo.

 

Si tratta di andare oltre la negazione di base e aiutarli a capire come funziona il mondo che li circonda. In questo modo, faranno meno fatica ad adattarsi ai cambiamenti. Vediamo insieme perché è importante rinunciare a dire no per promuovere un’educazione positiva.

Bambino felice con la mamma

Educazione positiva significa amare i propri figli

Vari psicologi dell’infanzia consigliano di cercare di motivare i bambini a concentrarsi sulle possibilità che hanno e non tanto su quelle che non glielo permettono. Ciò genererà meno frustrazione a breve termine.

A questo punto sorge spontanea una domanda: la società di oggi ci consente di rinunciare a dire no? Che alternative abbiamo? Eppure, vale la pena fare un appello alla moderazione. Perché non dicendo mai no, renderemo i nostri figli più deboli allo stesso modo in cui dicendo sempre di sì.

Idealmente, un bambino dovrebbe capire (con argomenti adattati alla sua età ed esperienza) perché non gli è permesso fare o agire in un certo modo. Ci sono molti modi per farlo capire, ad esempio negoziare con lui presentandogli altre interessanti opzioni o attività che vi aiuteranno a dissuaderlo.

 

Che ne pensano gli esperti?

Evitare di dire no potrebbe risultare un compito difficile, soprattutto quando si tratta di impedire al bambino di farsi del male. L’idea comunque non è quella di rimuovere la parola “no” dal vostro vocabolario, ma di avere un equilibrio e non dirlo troppe volte.

Nel corso del tempo, un gran numero di “no” può far crescere un bambino che ha paura di esplorare il mondo. Un bambino che non è consapevole di se stesso, impaurito e persino ansioso.

Gli specialisti affermano che invece di dire “no”, è meglio cercare di comunicare che l’alternativa proposta è migliore di quella che il bambino desidera.

Educazione positiva

L’ideale è mantenere il 20% di “no” e l’80% di situazioni riconducibili, afferma Alicia Banderas, psicologa. In ogni caso, possono essere offerte delle alternative, per mantenere l’equilibrio in questo modo. Il risultato raggiunto dovrebbe essere dire: “Farò meglio a fare altro.” Se dite continuamente “no” a un bambino, invece, probabilmente otterrete l’effetto contrario e lo renderete frustrato.

Deve esserci un equilibrio tra i “no” ed i “sì”. È bene che sia chiaro che state dicendo di “no” perché c’è un pericolo. Ma le altre volte non vale la pena combattere delle battaglie ed entrare in una dinamica di conflitto.

 

È bene che i limiti siano chiari

Evitare di dire “no” non significa che sarete dei genitori sottomessi che si dimenticano di educare con le regole e la disciplina. Al contrario, mantenere chiari i limiti e imparare a dire di no ai propri figli quando necessario fanno parte dei principi di un’educazione positiva.

L’autorità imposta dai genitori deve essere una finestra aperta che consenta al bambino di imparare dalla sua esperienza. Tutti i bambini hanno bisogno di regole e di disciplina per crescere e svilupparsi in modo sano emotivamente, socialmente e psicologicamente.

L’idea non è quella di censurare il bambino al punto da temere di intraprendere un’attività, poiché ciò ha un effetto controproducente sulla sua educazione. Idealmente, i genitori devono guidare i propri figli in modo sano e positivo, attraverso un dialogo amorevole ed offrendo delle risposte illuminanti che invitano i bambini a prendere le giuste decisioni.