Tra le braccia di papà: un posto meraviglioso dove crescere

· 5 ottobre 2017

 

Sappiamo molto bene che pochi posti sono più sicuri, amorevoli e imprtanti per lo sviluppo del neonato delle braccia di sua madre. Ma… che di stare tra le braccia di papà? È ovvio che non possono allattare, che non partoriscono ecc., però la loro vicinanza, il loro affetto e persino il contatto con la loro pelle svettano come elementi incredibilmente potenti per il neonato.

Facciamo solo un esempio. Oggigiorno sono centinaia e centinaia gli ospedali che dispongono di una procedura meravigliosa. Mentre la mamma che ha partorito con il cesareo si riprende dall’anestesia, il papà può cimentarsi nella marsupioterapia, se lo desidera.  Con un po’ di difficoltà, emozione e timore, si tolgono la camicia per accogliere sul petto il bambino.

Poche cose sono così confortanti come questa immagine. Il neonato regola la propria temperatura, allevia lo stress e ha questo primo e necessario contatto con chi farà parte della sua vita.  Suo padre. È un’iniziativa che senza dubbio dovrebbe avvenire in tutti gli ospedali. Le braccia di papà, come possiamo intuire, diventano un posto sicuro, caldo e importante nella vita di un bambino. 

Crescere tra le braccia di papà

Si parla molto degli sbalzi di ormoni della madre durante la gravidanza e l’allattamento. Tutti li conosciamo e senza dubbio molte delle nostre lettrici avranno sperimentato cosa significhi in molti casi. Per quanto possa sembrare stupefacente, anche il cervello del padre vive un’altalena ormonale ed emotiva durante questo periodo. 

Meno testosterone con la paternità

Secondo uno studio condotto dall’Università del Northwestern, in Illinois,  i livelli di testosterone diminuiscono in maniera considerevole quando un uomo diventa padre.  

  • Questo ormone svolge la sua funzione durante il periodo del corteggiamento, della passione e dell’intimità di coppia.  I picchi più elevati si hanno soprattutto nella prima fase, quella della seduzione, in cui ognuno deve dare il meglio di sé per attrarre la persona desiderata.
  • Tuttavia, quando la partner è incinta e poi partorisce, il cervello del padre non ha bisogno del testosterone. L’unica necessità è garantire la sopravvivenza di suo figlio, accudirlo e prendersi cura di lui, mettendolo tra le braccia di papà.

L’instinto “materno” non è una cosa di sole donne

Tutti, in buona misura, nasciamo con l’istinto naturale a prenderci cura e provare affetto per i nostri figli. Possiamo passare parte della nostra vita a pensare che non sia così, ma, l’atto del parto e il sentire tra le braccia quella piccola creatura attiva in noi la cosiddetta “rete di paternità”.

  • Di questo circuito interno fanno parte strutture cerebrali come l’amigdala, il lobo dell’insula o il nucleo accumbens.
  • Nella donna è quasi un istinto “primitivo”. Gli uomini, dal canto loro, sviluppano questo istinto in maniera intensa stando vicini al bambino. 
  • Di fatto, secondo una ricerca condotta dalla Università di Bar-Ilan in Israel, il cervello di un uomo diventa più  “materno” se si fa carico di più funzioni.

Aspetti come il co-sleeping, dare il biberon al bambino, fargli il bagnetto o cullarlo tra le braccia, intensifica questo istinto. 

Neonato sereno tra le braccia di papà

A contatto con la pelle del papà

Sappiamo che il metodo “pelle contro pelle” è altrettanto vantaggioso anche se a praticarlo è il papà che si appoggia sul petto il bambino. Questo contatto eccezionale sarà sempre migliore di quello con la culla. Stare tra le braccia di papà riuscirà sempre ad alleviare più paure di una semplice copertina o di una carezza.

La marsupioterapia non è riservata unicamente alle madri, perché oggigiorno un padre sa molto bene di non essere un semplice spettatore. Sa che allevare un figlio è un lavoro di squadra. Se la mamma allatta, anche papà può offrire il proprio petto per far addormentare il bambino facendogli sentire la sicurezza di un cuore sempre vicino. Che lo difenderà da qualsiasi pericolo e che lo incoraggerà a realizzare tutti i suoi sogni.

Molti studi sostengono la necessità di mettere in pratica la delicata arte dell’affetto nel caso in cui i bambini siano nati prematuri. Stare tra le braccia di papà significa che:

  • Favoriamo la regolazione della temperatura e della respirazione.
  • Diminuiscono le infezioni.
  • Favoriamo la maturazione neuronale.
  • Aumenta la qualità del riposo del bambino.
  • Offriamo uno stimolo tattile, uditivo e cinestesico.
  • Si favorisce l’aumento di peso.
  • I bambini piangono meno e si adattano meglio alla vita extrauterina.
Padre guarda il figlio neonato

Per concludere. Sappiamo che si parla sempre dell’importanza della madre nella vita giorno dopo giorno di un bambino. In questa prima tappa un bambino ha bisogno solo di tre cose: il latte materno, l’affetto, la routine.

A parte l’allattamento con latte materno, il padre può occuparsi di tutto il resto e contribuire con gli abbracci, l’affetto e le attenzioni al pieno sviluppo di questa creatura.  

Dobbiamo essere tutti protagonisti attivi nell’allevamento di questo bambino: madri e padri.